Capitolo XVIII Il giorno dopo egli non uscì di casa e passò gran parte del giorno in camera, malato del selvaggio terrore di morire, e pure indifferente alla vita stessa. La coscienza d’esser pedinato, insidiato, inseguito cominciava a dominarlo. Se le tappezzerie s’agitavano al vento, egli sussultava; e le morte foglie che strisciavan giù sui vetri della finestra gli parevan come le sue risoluzioni distrutte e i suoi selvaggi rimorsi. Appena chiudeva gli occhi, rivedeva la faccia del marinaio che spiava attraverso i vetri umidi di nebbia, e l’orrore sembrava serrare ancor più le mani sul cuor suo. Ma forse non era stata che una allucinazione della sua fantasia che aveva suscitato la vendetta fuor dalle tenebre e gli orribili fantasmi del castigo davanti a lui. La sua vita d’oggi era un

