14Non aveva chiuso occhio per tutta la notte. Aveva i crampi allo stomaco e non erano dovuti solo al fatto che non aveva toccato cibo da quasi ventiquattrore. Aveva fissato la porta nella speranza di vederla aprire e scorgere il sorriso luminoso di Hannane. Hannane prima di quel terribile pomeriggio, quando aveva visto la solarità lasciare il posto ad un’ombra cupa che la rendeva ancora più misteriosa. Hannane che, nonostante tutto, riusciva a infonderle sicurezza, a farle dimenticare di essere sola in un paese straniero, lontana dalle persone che l’amavano. Aveva sperato con tutte le sue forse che non appena avesse sbollito la rabbia, analizzando la situazione, avesse capito che il suo gesto rappresentava lo sfogo per una situazione incomprensibile. Non poteva essere così falsa. Non potev

