Mentre lo guardavo, vidi qualcuno che saltava giù dal veicolo, il cuore che mi batteva contro le costole incrinate. Con forza. Li guardai avvicinarsi, con il cuore che mi batteva pieno di speranza. Mi stavano venendo a salvare. Grazie a Dio. Rabbrividii. Una strana sensazione causata dall’adrenalina. Avevo smesso di sudare e sentivo freddo. Tanto freddo. Non riuscivo a sentirmi né le mani né i piedi. Provai a sorridere, ma le mie labbra si rifiutarono di collaborare. Pensai che forse era meglio alzarmi e correre verso di loro, correre a zig-zag e lasciare che Thalia provasse a spararmi. Ma l’idea era come una nebbia che mi occludeva la mente, e il mio corpo si rifiutò di muoversi. “In arrivo.” La voce proveniva dal comunicatore di Thalia. Giunse a me trasportata dal vento, e mi accigliai

