''Vivere non era più una parola nel suo vocabolario. Ogni respiro, ogni secondo, era contato e preso in prestito. Sopravvivere era l'unico modo per vivere, facendola chiedere se forse la morte potesse liberarla dal suo dolore.'' Non ricordava quanto tempo fosse rimasta lì, incosciente. Chiusa dal mondo esterno. Solo quando qualcuno cominciò a bussare alla porta si svegliò. "Apri questa dannata porta, maledizione! Chi c'è dentro?" Si passò una mano tra i capelli, si alzò e prese le sue cose, deglutendo a fatica mentre si avvicinava alla porta. La sua mente era ancora un po' stordita dall'effetto della medicina. Abbassando il cappuccio sul viso e sfregandosi le mani sulle cosce, aprì la porta per trovarsi circondata da ragazze che la maledicevano. "Questa è la tua stanza da letto?" "Come

