V.-3

1308 Words

«Roma non crede,» interruppe Sangiorgio. «Non parlo di fede, io. Glorifico la religione, forse? La grande fola è finita, ma l'interesse umano vive e si moltiplica [12] . Noi passiamo accanto a questo grande fermento e non ce ne accorgiamo. Viviamo presso un enorme mistero agitantesi nell'ombra, senza sospettarne l'esistenza.» Giustini taceva, fissando ancora gli occhi sull'immenso paesaggio della città che pareva annegata nel sottilissimo aere nebbioso sciroccale. Sangiorgio ascoltava, turbato, con un palpito di ansietà nel cuore, come all'appressarsi di un pericolo. «Quello è il Quirinale: la regina, il re, la corte. Proprio lì, in quella luce rosea. Quattro balli, otto ricevimenti ufficiali, quaranta pranzi di parata, venti serate teatrali, quattro concerti, trenta inaugurazioni, quat

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