Capitolo 44 KAYLA White è in quella stanza da un quarto d’ora. Se si può morire per un’overdose di vergogna e nervosismo, io sono sul punto di farlo. Sono seduta su questa cazzo di sedia a torcermi le mani, divisa tra il correre dentro a dire la verità a White e il correre via e basta. Mi odierà quando scoprirà la verità? Capirà perché l’ho fatto? Potrò sopravvivere alla sua perdita? Ci sono così tante domande che mi frullano nella testa che non mi accorgo quando White esce, non finché non è in piedi davanti a me a tirarmi per le mani perché mi alzi. «Hai già finito? Sei stato davvero veloce. Insomma, di solito non sei così veloce. Anche se immagino sia un po’ diverso…» «Andiamo» mormora lui. Inciampo cercando di seguirlo mentre mi tiene la mano e poi la usa per tirarmi dove vuole che

