XXI.

1378 Words

XXI. Mia povera Nora, ho pianto leggendoti. Perchè tu ti sia lasciata andare a scrivere come mi hai scritto, bisogna che la vita del tuo cuore sia ben dolorosamente agitata. Ed io che ti andavo parlando del mio sentimento, una cosa tutta mia particolare, un romanzetto insignificante in confronto del serio dramma che si va svolgendo nell’anima tua e che l’oziosa malignità si incarica di tessere. Povera Nora mia!... non aggiungere no, ai tuoi crucci, alle tue dolorose trepidanze, il timore per me e il mio avvenire. Tu mi vuoi bene, e l’affetto ti fa vedere buio là ove l’orizzonte non è che leggermente e soavemente velato di rosea nebbiolina. Non temere no; il sentimento nuovo, che non sempre, ma qualche volta (specialmente quando la voce misteriosa tace) mi pare mi si sia messo dentro i

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