Un’ordinanza entrò nello studio per avvertire il barone di Schmidburg che l’orchestra attendeva il suo segnale per intonare l’inno all’Imperatore. Raggiunsero così una delle lunghe sale drappeggiata da stendardi e con un grande quadro dell’Imperatore ben in evidenza, sotto corone di quercia e di alloro, ascoltando sull’attenti la sua esecuzione da parte della banda militare in alta uniforme. Dopo il triplice augurio di lunga vita, a un segnale del barone ebbero inizio le danze. Minna ebbe il suo daffare nel declinare gentilmente, ma fermamente, gli inviti dei superbaffuti e supermedagliati ufficiali dei due eserciti alleati: temeva che l’eccessiva vicinanza finisse per tradire la sua identità o comunque alimentasse sospetti sul suo effettivo sesso. Janine, più imprudente, accettò l’invito

