2.

2013 Words
mano, ma ormai era troppo tardi. Gli ospiti presero tutti posto, a parte un uomo vestito alla maniera del direttore, con la stessa giacca nera e la cravatta rossa, che restò in piedi vicino al tavolo ovale. Shana si mise da una parte in fondo alla stanza. Il direttore incominciò a parlare solo quando tutta la sala si accomodò e fu in silenzio totale. > A quel punto alcuni dei presenti tirarono fuori dei memorizzatori olografici e li appoggiarono sul tavolino, lo stesso fece Anzor. Nbisi si girò e sussurrò qualcosa all'orecchio dell'amico. > Anzor scosse la testa anche se, ovviamente, si trattava di una battuta. Il direttore continuò la sua presentazione. > Il direttore si alzò e iniziò a presentare gli invitati, indicandoli con una mano. > Nbisi si scosse dalla sedia sulla quale si era comodamente sistemato sentendosi chiamato in causa, il direttore Warburg continuò. > Nbisi che si era gonfiato tutto per l'orgoglio si girò un attimo a guardare Anzor e sussurrò con una smorfia soddisfatta. > Il collega Anzor rispose solo scuotendo la testa con una smorfia di disappunto. > Sania rise fragorosamente. La sua voce era femminile ma aveva un tono profondo, che apparve ad Anzor anche piuttosto caldo e sensuale. Il volto si contorse in una smorfia piuttosto folle. La donna fece un cenno di complicità al direttore, che permise a quest'ultimo di continuare. Warburg continuò con la presentazione. > Anzor guardava il ragazzo che il direttore stava descrivendo. Questo era magro e portava un cappellino vecchio stile rivolto all'indietro. Non sembrava, all'apparenza ,del tutto sano di mente sia per lo strano abbigliamento, sia perché non riusciva a stare fermo sulla sedia, nemmeno per un secondo. Tony appena il direttore ebbe finito la sua presentazione si alzò dalla sedia e salutò tutti i presenti portandosi ripetutamente la mano alla fronte, come a mimare goffamente un saluto militare. > > Anzor si sentì ancora una volta leggermente lusingato da quelle lodi. Scorse lo sguardo tra tutti i presenti e notò che Sania lo scrutava con uno strano ghigno. > aggiunse Warburg. > L'esperto d'informatica era il classico tizio biondo con i capelli a spazzola e un sacco di chip sottopelle all'altezza del collo. Un paio di innesti dentro gli occhi gli permetteva probabilmente di ricevere informazioni dirette davanti agli occhi. Questi innesti apparivano alla vista come una fitta rete di filamenti rossi all'interno dei bulbi oculari. > L'uomo di fianco era alto e longilineo come Anzor. I suoi occhi erano di un azzurro di ghiaccio. Vestiva con la classica tuta blu notte dei piloti CEM, con tanto di simbolino della corporazione cucito sul petto. Il commento del direttore scatenò nella sala qualche risata di ilarità. > Anzor guardava l'ultimo uomo che Donald Warburg aveva presentato. Era molto magro aveva il viso scavato in molti punti, come le guance e gli occhi, aspetto che gli dava una aria all'apparenza sia da intellettuale che da un tizio appena scappato da un centro di cura psichiatrica. Il mercenario si domandava perché uno scienziato avrebbe dovuto prendere parte ad una commissione insieme a feccia mercenaria Ma prima che quel suo pensiero potesse prendere forma, il direttore era già arrivato al punto di svelare la misteriosa commissione. > aggiunse il direttore riuscendo finalmente a sedersi. > Il tecnico impartì un ordine vocale al computer. > L'intensità delle luci della stanza diminuì e sopra il tavolo ovale cominciarono a comparire le prime immagini olografiche ad alta definizione. L'immagine era molto chiara si vedeva una nave spaziale di una strana forma avvicinarsi all'osservatore e quindi diventare sempre più grande e ben definita nella forma. La strana astronave era visibilmente fuori asse rispetto alla rotta di navigazione ovvero ondeggiava da tutte le parti come se fosse in avaria, tanto che Nbisi commentò. >. Ma quando l'immagine si fece più chiara il volto dei quattro mercenari si riempi di sgomento. Anzor si alzò in piedi incredulo, avvicinando la faccia all'ologramma e appoggiando le mani sul tavolo. Nella stanza calò un silenzio irreale, poi Tony Ciarallo parlò. > Il direttore rispose. > IL direttore Warburg attese qualche secondo poi sospiro e aggiunse. > Quella strana nave che Anzor e gli altri stavano osservando era proprio una nave degli Octopodi, l'unica altra specie aliena tecnologicamente avanzata fino a questo momento conosciuta dall'umanità, nell'universo. Gli Octopodi fecero la loro comparsa nella storia dell'umanità nel 2059 quando si presentarono ad un primo, ed ancora il solo, incontro con l'uomo. Tutto ciò che l'umanità conosce di loro è quello che emerse da quel primo e solo contatto, che avvenne su Marte il 4 luglio di quell'anno in un sito, scelto dagli Octopodi, nei pressi dell'Olympus Mons. Questa specie aliena chiamata anche, da molti, spregiativamente "le seppie" è un organismo organico acquatico dalla costituzione simile a quella di un polipo. Si sa con certezza che la loro tecnologia è molto più avanzata di quella umana con un sistema di propulsione delle loro astronavi di concezione sconosciuta, forse capace di velocità superiori a quelle della luce. Dal breve incontro, emerse che la loro civiltà era pacifica e che esplorava l'universo, ma molti altri punti rimangono un assoluto mistero. L'esito dell'incontro fu quello che conoscono anche i bambini, cioè un completo disastro. Gli Octopodi vedendo un umanità divisa in diverse fedi, e che esplorava l'universo con diversi obiettivi, non prese nemmeno in considerazione la proposta di avviare commerci o di scambiare conoscenze. Così interruppero ogni comunicazione e ogni rapporto con l'umanità, e si limitarono semplicemente ad ignorare le navi umane che incontravano durante la loro navigazione. Le navi Octopodi, per motivi sconosciuti, venivano spesso avvistate in navigazione lenta, nel sistema solare esterno, ovvero nella nube di Oort e nella fascia di Kuiper. Ed ora Anzor e Nbisi stavano osservando la famosa nave aliena, quella che fu oggetto di tante leggende e di tanti misteri in un passato recente. Il direttore continuò la spiegazione. > Il tecnico Chambers, cominciò ad interagire con l'ologramma tramite trasmettitori situati su speciali guanti nelle sue mani e lo stesso si in grandi evidenziando una sezione. Da una punto dell'astronave sembrava uscire del liquido che si perdeva nello spazio esterno. > continuò Warburg. > A quel punto intervenne Anzor. La sua macchinosa logica era entrata in azione. > Il direttore rispose. > Nbisi intervenne nella conversazione; il suo volto era sorpreso e al contempo preoccupato. > > puntualizzò il direttore per cercare di tranquillizzare l'uomo che alle precedenti dichiarazioni aveva sobbalzato dalla sedia. > Il direttore interruppe la spiegazione come a cercare negli ospiti un accenno di dubbio o di perplessità. Dopo qualche secondo riprese, anche se notò chiaramente che molti dei volti dei mercenari erano perplessi. << Ma ora veniamo alla vostra commissione!
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