Avanziamo attenti e sospettosi in questa strana caverna oscura, che a tratti si scalda come un piccolo forno e che sputa fuori aria calda che ci investe, neanche ci fossimo infilati nella gola di un drago. Proseguiamo guidati solo dalla visione notturna e non proferiamo parola, tanta è la tensione nelle nostre membra. Dopo circa cinquanta metri sotto i nostri piedi la struttura del suolo cambia, trasformandosi in un pavimento metallico simile ad un condotto di aerazione; ci siamo! Avanziamo ancora per un centinaio di metri, durante i quali il calore emesso dal condotto diventa sempre più intenso. Daniel sta sudando. Lo osservo asciugarsi con la manica della divisa diverse volte il volto. Ad un tratto il condotto termina proprio di fronte a noi, e la misteriosa fonte di aria calda si r

