“Perché non le dici quello che provi?” chiese Asim, tenendo ferma un’asse perché Mandra la inchiodasse. Mandra guardò storto Asim prima di lanciare un’occhiata verso la terrazza su cui era seduta Ariel. “Lei non mi vuole,” rispose burberamente mentre martellava. Asim ridacchiò. “A me non sembra. Non ti toglie mai gli occhi di dosso. Mi ricorda quelle creature che hai mandato qui. All’inizio, mi fissavano impaurite, aspettandosi che io saltassi loro addosso e me le mangiassi. Ma nel giro di qualche giorno, ho dovuto cominciare a levarmele di dosso praticamente a forza. Una volta che hanno capito che non avrei fatto loro del male, volevano starmi vicino.” Mandra guardò l’uomo che era un secondo padre per lui. Asim era stato la guardia personale di suo padre, quando Mandra era piccolo. Dop

