annalisa@

1806 Words
erano solo passati un paio di giorni da quando mi ero vista con xander ero così tesa che appena arrivo a casa decido di fare un bagno caldo magari avrebbe rilassato accendo l impianto stereo e mi preparo la vasca con i sali m immergo sentendo l acqua calda e la schiuma avvolgermi chiudo gli occhi sorseggiando un cocktail finché non sento uscire dalle casse una voce d uomo vellutata e triste allo stesso tempo cantare " Prima di andar via C'è qualcosa che Voglio dirti adesso E mi ascolterai Anche se per te Oramai è lo stesso Non ci crederai, forse riderai Ti sembrerò un po' fuori tempo Ma la verità È che non ho avuto mai Niente di più bello Di te, di te, confesso Io ti volevo vivere, ma ti sapevo uccidere Io ti volevo stringere, ma non ti sapevo prendere Io ti volevo complice, ma ti sapevo escludere Io ti volevo fragile e ti lasciavo piangere Io ti volevo cogliere, ma non ti lasciavo crescere Io ti volevo vincere e ti ho saputo perdere" Gesù santissimo mi sembrava di sentire cantare xander continuo ad ascoltare quasi voracemente "Ma ti volevo, ti volevo, ti volevo Poi sei andata via E stavolta sai Sono io che ho pianto E ora non ho più Quel potere che Che ti inchiodava accanto Non ci crederai, forse riderai Ma se ti salvi sono contento Libera da me E ora sono io Schiavo di un ricordo Di te, di te confesso" ora piangevo a dirotto immersa in un mare di ricordi quasi tutti dolorosi e mi chiedo se l amore deve essere così sofferente da strapparti il cuore... "Io ti volevo vivere, ma ti sapevo uccidere Io ti volevo stringere, ma non ti sapevo prendere Io ti volevo complice, ma ti sapevo escludere Io ti volevo fragile e ti lasciavo piangere Io ti volevo docile e non ti lasciavo scegliere Io ti volevo vincere e ti ho saputo perdere Ma ti volevo, ti volevo, ti volevo Perché la verità È che non ho avuto mai Niente di più bello Di te" ok ora basta! m immergo completamente nella vasca contando i secondi che riesco a trattenere il fiato quando sento i polmoni che bruciano riemergo . la canzone era cambiata c'era la canzone FLOWERS sapevo il significato e la forza con la quale veniva cantata mi diede una marci in più spingendomi a fare qualcosa che non avevo mai fatto fino a ora . recitando il ritornello della canzone "Non volevo lasciarti, non volevo combattere Ho iniziato a piangere, ma poi mi sono ricordata che Posso comprarmi dei fiori da sola (uh-huh) Scrivere il mio nome sulla sabbia (ooh, mmm) Parlare con me stessa per ore (yeah) Dire cose che non capiresti" inizio a vestirmi dinuovo questa volta in modo più accurato e elegante metto un pantalone a palazzo nero con delle décolleté nere Louboutin con il tacco altissimo un bustino di pizzo che era abbinato al perizoma che indossavo e sopra una cappa di chiffon bianca sopra metto un cappotto oversize corto a metà coscia mi guardo allo specchio osservando soddisfatta l insieme anche il trucco mi piaceva era molto naturale ma il rossetto rosso alla Marylin Monroe rendeva tutto molto più audace e sexy. prendo la macchina e vado in ufficio da Giovanni. mi sentivo a disagio ad andare sul posto di lavoro fino a ora avevamo sempre diviso la vita privata da quella lavorativa anche se conoscevo molti suoi colleghi ma non ero mai andata lì e ora mi sembrava strano sapevo a che piano aveva l ufficio così prendo l ascensore schiaccio il 5piano e pochi attimi dopo ero arrivata mi guardo intorno trovando l aspetto familiare dei colori tenui mi avvicino alla segreteria e con un tono che neanche io so definire chiedo "lo studio di Giovanni Grimaldi" "ha un appuntamento?" mi chiede con supponenza "no! sono passata per caso!" rispondo "allora mi spiace deve ripassare!" Continua sempre sullo stesso tono ed era seccante anche se capivo che era il suo lavoro e che non mi aveva mai visto così tento di dire ",sono la sua fidanzata ,se non mi .." "ne tenti un altra ! " dice guardandomi freddamente la guardo male quasi incenerendolo con lo sguardo *s incazza quando lo saprà!" dico ancora "si si...come dice lei..." e si volta dall' altra parte senza darmi un altra occhiata con un sospiro prendo il telefono faccio il suo numero e risponde subito "tesoro...che fai?" mi chiede "amore...ero passata a trovarti,ma la segreteria non mi fa passare" dico guardando la segreteria che ora si stava accorgendo dell' errore ... "chi e?" mi chiede in tono freddo si era incazzato guardo sul tesserino appuntato alla giacca e leggo "Luisa Rossellini " "ok arrivo subito" "ok" dico chiudendo soddisfatta mentre osservo la ragazza difronte a me bionda con gli occhi azzurri e il tajer blu reale sembrava una Barbie che cercava di ricomporsi ancora prima di sentire i suoi passi vedo l espressione della ragazza cambiare sapeva di essersi messa nei guai ... mi giro ed era a pochi passi da me era arrivato da dietro le mie spalle gli vado incontro sorridendo e lui ricambia anche se puntava con uno sguardo duro la segreteria. lui mi aveva attirato a se per baciarmi sulla guancia ma io lo tiro dai risvolti della giacca e lo bacio quasi divorandolo sentivo le nostre lingue rincorrersi la saliva mischiarsi i nostri battiti battere all unisono e la nostra pelle si stava riscaldando anche troppo per essere in pubblico così in modo reticente lo lascio andare "scusami non ho resistito" gli dico in un sussurro e lui per tutta risposta mi stringe ancora di più prima di sfiorarmi la fronte con le labbra prima di rivolgersi alla segreteria "Luisa!" dice in tono secco e autoritario che non gli avevo mai sentito "si !" risponde lei quasi senza fiato "domani mattina appena arrivi nel mio ufficio e la prossima volta informati se non sai chi hai difronte" disse con lo stesso tono di prima e uno sguardo che se sarebbe stato rivolto a me avrei preferito essere seppellito Vivo anziché vederlo l indomani. si gira senza aspettare risposta e mi accompagna nel suo ufficio attraverso il corridoio dall' altra parte e raggiungo poco dopo un altra postazione e senza badare alla ragazza anche questa in tajer e subito dopo mi fa entrare in una porta in noce la chiude mi tolgo il cappotto e lo butto su una poltrona in pelle nera mentr lui mi mette le mani sulla vita "come mai qui?" mi chiede divertito "devo fare avverare un sogno, quando meglio di oggi o sei impegnato?" "forse ,ma potrei liberarmi!" "quanto tempo mi puoi dedicare?" chiedo leggermente in ansia ero andata d impulso non tenendo conto che doveva lavorare... "tutto quello che vuoi!" mi risponde schiacciandomi contro di lui mi lecco le labbra guardandolo un istante dopo lo stavo già baciando mi butto su di lui con una voglia irrefrenabile lo volevo avevo bisogno di lui della sua calma della sua sicurezza del suo amore incrollabile di quella parte dolce e romantica che amavo tanto mi dedico a lui completamente leccandolo e succhiando ogni parte del suo corpo scoperto sentendo l emergenza di soddisfarlo e soddisfare la mia fame di lui . dopo tutto ero venuta apposta solo un paio di sere prima mi aveva detto che il suo sogno era che lo scopassi in ufficio quale giorno meglio di San Valentino per fare avverare un sogno del genere? era eccitato all estremo lo capivo dai leggeri movimenti del suo corpo e stavo per abbassarmi fra le sue gambe quando lui mi ferma "no girati" così mi ritrovo appoggiata alla sua scrivania con le gambe larghe lo sento entrare dentro di me riempirmi tutta che mi sembrava di soffocare e mentre spingeva le sue mani e la sua bocca erano sulla mia schiena . bastano pochi minuti per raggiungere l orgasmo e fu così forte che mi sembra di svenire lui mi tira su ancora nudo sudato spettinato e incredibilmente sexy e mentre lui mi stringe a se mi accorgo di desiderarlo ancora muovo il mio bacino contro il suo finché non lo sento pronto ed eretto contro di me e lui geme chiamandomi "ti toccherà accontentarmi se vuoi che me ne vado e ti lascio lavorare " dico desiderandolo sempre di più lui mi solleva e io mi stendo sulla scrivania e penetrandomi lentamente dice "e se ti vorrei tenere così tutta la serata ?" "fai di me ciò che vuoi " gli rispondo e lui quasi subito esce da me "No perché?" avrei voluto urlare invece lo guardo mentre si abbassa su di me e mentre inizia a leccarmi penetrandomi con la lingua dice "ti mangio tutta...sei il mio pasto preferito " e mentre il suo alito investiva la mia pelle sensibile non posso fare a meno di sentirmi sull orlo di un altro orgasmo. come era possibile solo sentendo il suo alito fra le gambe? "vieni dentro di me " gemo "vieni per me che poi vengo io" risponde e come se il mio corpo ubbidisse a un ordine vengo mi sento scuotere fino all' interno dai tremori come promesso subito dopo entra dentro di me entrando e uscendo finché non viene anche lui . mi ci va qualche minuto per riprendermi e riuscire a scendere le gambe che non mi reggevano . e ora ? come sarei tornata a casa ? appoggiandomi contro di lui ancora senza fiato e pelle contro pelle mi lasciò sfuggire "dovrei andare!" "aspetta ancora un po'" dice quasi con un lamento nella voce "dovrei lasciarti lavorare!" dico ancora notando con un occhiata sul suo orologio che era più di un ora che ero arrivata "non te ne vorrai già andare ! " esclama guardandomi con passione "solo emmm....dovremo vestirci altrimenti..." così cercando di non guardare troppo quel corpo meraviglioso da adone mi vesto rapidamente e mi siedo sulle sue gambe . ma Dio santo stasera cosa mi prendeva era tutto così eccitante... troppo eccitante.. anche ora che eravamo completamente vestiti e così stanca che mi sarei addormentata su di lui quel odore di sudore e sesso che emanava mi faceva sentire tutta bagnata e con la testa che mi girava ero ancora stordita quando mi chiede " cosa ti metterai stasera?" lo guardo per un attimo sconcertata mi ero dimenticata già il motivo per cui ero lì .. questo ragazzo mi faceva dimenticare tutto o quasi... già saremo usciti più tardi mezza ridendo e mezza seria con il viso nascosto nel suo collo confesso "non me lo ricordo...tu mi fai dimenticare tutto" lui ride apertamente divertito dalla mia confessione "Ah sì ! non lo sapevo ora che lo so lo userò più spesso" dice baciandomi mentre mi accarezzava
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