Altro che canti di gloria all'eroe soldato. Mutatelo in canto funebre, patri menestrelli. Una casa, da cui si irradiano fasci di fili elettrici, è la fucina della guerra. Da qui la guerra lancia i suoi tentacoli per rovinare il mondo. L'azione di milioni di uomini, dalla più immensa e poderosa alla più piccola e meschina, è voluta, diretta, eseguita da uno, due, quattro individui seduti a tavolino davanti a una carta topografica e a una tazza di caffè che fuma. L'esercito, la massa cieca di carne da macello riceve vita o morte da questa casa. Quell'uomo – il generalissimo – dà un ordine. Subito, alcuni minuti dopo, a una distanza di un centinaio di chilometri, migliaia di uomini si muovono, muoiono, danno la morte, il cannone distrugge campi, ville e paesi. Una sola parola di costui pu

