Solita ora, solito posto.
È ormai una settimana che io e Camelia ci incontriamo qui.
Alla solita quercia.
I primi giorni, sono stati per lei imbarazzanti, ma piano piano abbiamo iniziato a prendere confidenza.
"Sei in ritardo oggi."
Le dico,sentendo arrivare il suo profumo.
"Non sapevo avessimo un appuntamento."
Mi risponde.
Mi volto verso di lei e anche oggi è di un bellezza disarmante.
È semplice, casta, mai volgare.
"Hai ragione. Dovremmo rimediare non credi?"
Arrossisce all'istante.
"Non saprei... Io.."
"Posso offrirti un caffè in quella caffetteria laggiù? "
Rialza lo sguardo.
Li vedo. Li vedo gli ingranaggi della sua testolina.
Oh piccola e dolce Camelia.
Non puoi sfuggirmi ormai.
La continuo a guardare mentre aspetto una sua risposta.
"Va bene. "
"Bene. Andiamo. "
Ci incamminiamo insieme verso il locale che sta dall'altra parte della strada.
Appena arriviamo apro la porta e la faccio passare.
"Dopo di te. "
"Grazie. " Mi dice, in quello che sembra più un sussurro.
Ci accomodiamo ad un tavolo.
Non c'è molta confusione oggi.
E lo preferisco.
Detesto i posti affollati.
Non mi piace stare troppo a contatto con le persone.
Eccetto la creatura davanti a me.
"Non ero mai venuta qui."
La guardo.
"Davvero?"
Fa di si con la testa.
"Sono felice di essere io allora il fortunato."
Arrossisce.
Lo fa spesso quando è in imbarazzo.
"Camelia?"
"Mhmh"
"Scusami non volevo imbarazzarti. "
Mi guarda con quegli occhi da angelo.
E non posso fare altro che ripetere a me stesso quanto lei sia perfetta.
"No..uhm..non d-evi. S-on-o io che s-on-o tr-,opp-o t-imida. "
Le rivolgo un sorriso sincero, come quello che lei sta facendo a me.
"Mi piace la tua timidezza. Ti rende diversa dalle altre. "
Il suo sguardo è fisso su di me ed io devo fermarmi dal prenderla e baciarla.
Perché lo desidero così tanto.
Da così tanto tempo.
"Grazi-e."
"Prego."Le dico nel frattempo che la cameriera arriva per prendere le nostre ordinazioni.
"Per me un caffè lungo macchiato, per te?"
"Oh sì, uhm per me un caffè nero con zucchero. "
La ragazza segna tutto e se ne va,non prima di avermi squadrato dalla testa ai piedi.
Ma a me non interessa.
"Cosa fai nella vita?"Mi chiede.
"Scrivo, principalmente. "
"Davvero? "
"Sì. E tu? "Le dico.
Ma tanto io so tutto di lei, ma se lei lo sapesse scapperebbe a gambe levate da me.
"Beh io, lavoro tre volte a settimana qui,alla casa di riposo. "
"Non studi?" Le domando nello stesso momento in cui arrivano le nostre ordinazioni.
"No, non posso permettermelo. "
Abbassa lo sguardo mentre mi dice queste cose.
Come se si vergognasse.
"Ti piace leggere a quanto ho visto. "
Cambio argomento cercando di metterla di nuovo a suo agio.
Non voglio che si vergogni con me.
"Sì, molto. Anche a te. "
"Sì,in effetti. Lo trovo terapeutico. "
"Anche per me è così. Tu cosa scrivi?"
"Tutto. E niente. "
"Uhm...sei misterioso."
Rido perché il modo in cui l'ha detto mi fa sorridere.
"Mi piace essere scoperto. Più che dire io stesso."
"Quindi vuoi che sia io a scoprire qualcosa di più su di te?"
La fisso penetrante.
Dio solo sa quante cose vorrei farti scoprire Camelia.
Ma non ho fretta.
"Se tu lo vorrai si. "
Arrossisce di nuovo.
Poi il suo sguardo ricade sul grande orologio del locale che è appeso alla parete davanti a lei.
"Oddio è tardissimo!! Scusami io..io devo andare!! Ho già sforato la mia pausa. "
"Non preoccuparti. Va pure."
"Quanto ti devo?"
Sollevo un sopracciglio.
"Nulla"
"Ma.."
"Stai facendo tardi Camelia. "
"Grazie Owen. Ci vediamo domani. "
Sorrido,perché mi fa piacere che lei abbia anche solo pensato al fatto che ci rivedremo domani.
Anche a lei piace passare il tempo con me dopotutto.
Sorseggio il mio caffè, sperando che la giornata passi in fretta e venga presto domani.