Killua Zoldyck x Reader Lemon (Hunter X Hunter)

1735 Words
ATTENZIONE QUESTO CAPITOLO CONTINE SCENE DI SESSO, MA IL CAPITOLO È STATO SCRITTO ANCHE PER CHI NON VOLESSE LEGGERE LA PARTE LEMON, QUINDI LEGGETE PURE IL CAPITILO E QUANDO TROVERETE UN ALTRA SCRITTA NERA SAPRETE CHE INIZIA LA PARTE LEMON....VI ASPETTO A FINE CAPITOLO, BUONA LETTURA. Pov voi stesse Mi ritrovavo nella mia pasticceria ad aspettare il mio amico Gon, gli avevo parlato di un mio recente problema e lui mi aveva assicurato il suo aiuto, anzi mi aveva concesso l'aiuto di un suo caro amico per questo caso, poiché lui era impegnato. I miei pensieri furono interrotti dalla campanella che suonò, il che significava che qualcuno era entrato dalla porta principale del negozio. Mi precipitati all'entrata ed accolsi il mio amico con un abbraccio. Mi spostai e mi rivolsi al suo compagno che mi guardava con le braccia incrociate dietro la testa. "Buongiorno, mi presento sono (t/c) (t/n), benvenuto nella mia pasticceria" Il ragazzo accennò un semplice: "Yo" E si diresse verso la vetrina dove venivano esposti i dolci in vendita. Era la prima volta che vedevo un ragazzo interessarsi prima ai dolci che al completo da maid che ero costretta ad indossare. Senza farmi altre domande feci accomodare i due ragazzi a un tavolino e gli portai due tazze di te, accompagnate dalla mia torta ai 3 cioccolati. "Allora (t/n) come stai?" Mi chiese il mio amico verde "Bhe a parte le lettere di minaccia che ho subito recentemente direi bene" Dissi sarcasticamente al ragazzo "Oh be scusa hai ragione, sai è strano per me, da quant'è che non ci vediamo (t/n)?!" "Mmm vediamo siamo amici d'infanzia, l'ultima volta che ti ho visto avevi 10 anni, adesso ne hai 16 quindi diciamo che è passato un po' di tem-" Le mie parole furono interrotte dall'altro ragazzo che non aveva ancora spiccicato parola "CHE BONTA! CHI HA FATTO QUESTA TORTA DIVINA!" Stavo per rispondere ma Gon mi anticipò: "È stata (t/n) tutti i dolci di questa pasticceria, ereditata da suo padre, sono fatti con le sue mani" Gli occhi dell'argentato si posarono su di me per squadrarmi  meglio "Grazie del complimento Gon ma ho ancora molto da migliorare" "Scherzi? È una delle torte migliori che abbia mai mangiato" In quel momento le mie guance diventarono rosse dal complimento, poi continuò: "Comunque io sono Killua Zoldyck, piacere di conoscerti (t/c)" "Oh ti prego chiamami semplicemente (t/n) d'altronde siamo coetani" "Va bene, senti posso assaggiare altri dolci?" Chiese il ragazzo con quei suoi occhi blu; il nostro discorso fu interrotto da un colpo di tosse provocato da Gon, per richiamarci all'attenzione "Scusate se vi interrompo, Killua avrai tutto il tempo di assaggiare i suoi dolci stasera" "Stasera?" Domandò Killua "Si cavolo te l'avevo detto che saresti stato qui tutta la notte per proteggere la mia amica dallo stolker che la minaccia frequentemente" "Ah si? Scusa quando hai detto che saremmo andati in una pasticceria non ho ascoltato più altro" "Che baka!" Dissi ad alta voce ridendo, che stupida l'ho detto ad alta voce, ma capelli argento non ribatté anzi arrossì ed ammiccò un piccolo ghigno. Ora che lo guardavo meglio era veramente bello, occhi blu profondi, capelli argentati, fisico perfetto, sembrava una statua greca. "Bene adesso io vado mi raccomando proteggila, ci vediamo domani (t/n)" "A domani Gon" Salutai il mio amico accompagnandolo alla porta, per poi dirigermi a sparecchiare il tavolo che avevamo occupato un attimo fa. "Scusa (t/n) potresti rispiegarmi la faccenda che riguarda il tuo problema, non sono stato molto attento" "Pft e va bene, allora ho ricevuto delle lettere di minaccia da parte di uno sconosciuto, le lettere mi chiedevano di svelare la ricetta delle mie praline al cioccolato, altrimenti mi avrebbero ucciso e bruciato il negozio" "Oh no la pasticceria no!" "Eh scusa? Ed io?" "Ah si vero scusa" Io mi imbronciai, era carino ma un totale arrogante. Lui capì che mi ero offesa allora disse: "Scsuami davvero non volevo, per sdebitarmi ti aiuterò!" "A mangiare?" Dissi in modo sarcastico "Ad assaggiare gli impasti per le preparazioni" "Aaaa suppongo che con te non ci si può ragionare quando si tratta di dolci" "Vedo che mi conosci bene hihihi" Senza altri giri di parole mi andai a cambiare, finalmente potevo togliermi questo stupido costume da maid e mettermi la mia divisa da pasticcera. Quando uscì dal camerino il ragazzo mi aspettava già nel laboratorio con le braccia incrociate dientro la testa. Richiamai la sua attenzione e gli lanciai un grembiule "Tieni e aiutami seriamente, tranquillo ti farò assaggiare lo stesso" Il ragazzo si soffermò su di me per dirmi: "Sai stai molto meglio con questa divisa che con l'altra" Oddio ero dinuovo diventata un peperone, l'ha detto con tanta sincerità che l'unica cosa che sono riuscita a dire è stato un semplice grazie. Iniziammo la preparazione dei dolci, Killua mi pesava gli ingredienti e su mia richiesta impastava. Durante il nostro lavoro gli raccontai un po' di me e di come mi sono appassionata ai dolci e il ragazzo mi parlò un po' di lui. Mentre stavo parlando, con mia sorpresa mi arrivò un pugno di farina sul viso. Guardai verso quel cretino che mi aveva giocato lo scherzo più vecchio del mondo con la farina. Guardatolo male dissi: "E così che vuoi morire allora!" Con un ghigno e uno slancio presi un po' di farina nella mia mano e inizia a rincorrere il sedicenne per tutto il laboratorio. Quel posto si era riempito di suoni di risate e passi spediti che cercavano di scappare dalla mia furia. Stavo quasi per arrivare al ragazzo ma scivolai, chiusi gli occhi per l'imminente caduta che non arrivò mai. Riparì gli occhi e vidi che Killua mi stava tenendo tra le sue braccia e con occhi preoccupati disse: "Stai bene?" "Oh si grazie" Risposi io rialzandomi velocemente. Il resto del pomeriggio volò via, arrivò la sera ed io ed il ragazzo aspettavamo nella sala principale della pasticceria che qualcosa accadesse. Fu il ragazzo ad interrompere il silenzio dicendo: "Sai mi sono divertito oggi, una cosa che non ti ho detto e che  faccio parte di una famiglia di assassini ma tu sei riuscita a portarmi un po' di allegria" "Eh allora assassino o meno mi stai aiutando e ti devo dire che se non fosse stato per la carriera dell'hunter e tutto il resto, saresti diventato un ottimo pasticciere" Dissi tirandogli una gomitata; lui a quel gesto sorrise, ma quel suo sguardo si tramutò in uno di terrore e shock. Capitò tutto così velocemente, mi accorsi degli occhi spaventati del ragazzo e non del coltello che mi ferì la guancia destra. Per la paura o per la troppa adrenalina che mi ritrovavo in corpo caddi fino a chiudere gli occhi, l'ultima cosa che sentì fu il ragazzo che gridava il mio nome: "(T/N)!" Non so per quanto io sia stata incosciente ma mi risvegliai nel mio letto. Provai ad alzarmi ma fui fermata da un peso nel lato destro del letto. Era Killua che si era addormentato vicino a me, lo svegliai e subito lui, capita la situazione, mi abbracciò dicendomi: "(T/n) stai bene fortunatamente, ero preoccupato" Anche se dopo, ricambiai l'abbraccio e poi chiesi: "Che cos'è successo" "Oh niente di che ho solo scovato il tuo mittente di lettere e l'ho riempito talmente tanto di pugni che credo che non ti disturberà più" "Mi sono persa tutta l'azione, non sono servita a niente" "Baka!" Mi tirò uno schiaffo, con il dito, sulla mia fronte per poi continuare a dire: "L'importante è che tu stia bene, ora che il caso è risolto posso andarmene" Disse le ultime parole con tristezza "Aspetta non andare ti prego! Mmmm volevo dire non andartene, non prima di essermi sdebitata per l'aiuto che mi hai dato" Mi alzai in posizione semi seduta dal materasso, mi avvicinai al cassetto ed estrassi una scatola di cioccolatini "Questi sono le famose praline di cioccolata, ti prego assaggiale" Gli porsi la scatola e lui l'aprì "Grazie (t/n) ma sai come sarebbero più buone?" Chiese lui, ma nemmeno il tempo di rispondere che l'argentato si mise in bocca la pralina al cacao e mi baciò. Confusa ma eccitata ricambiai il bacio, ci scambiammo il piccolo dolce, tra le nostre due bocche, fino allo scioglimento di quest'ultimo. Killua si staccò e disse: "Delizioso e dolce" "Baka!" Risposi io ribaciandolo con forza; lui si fece trasportare dalla corrente e si mise a baciarmi sopra di me. Da qui inizia la lemon quindi se non volete leggerla saltate questo pezzo fino alla prossima scritta nera....per gli altri buona lettura. Ora ero totalmente sotto il suo controllo, io sdraiata sul materasso, e lui che mi teneva le mani sopra alla testa mentre continuava la sua discesa di baci. Arrivato sui miei seni iniziò a palparli "Sei dannatamente bravo Killua, meglio di quando impasti" Dissi io tra un gemito e l'altro. Il ragazzo sorrise di gusto, era felice per il complimento fattogli "So usare ancora di più la mia lingua" Avvampai completamente a quella sua affermazione.  Non perse tempo a spogliare me e lui del tutto. Istintivamente volevo coprirmi ma lui mi fermò dicendomi: "Sei bellissima" Dopo quella frase iniziò a leccarmi i due capezzoli, occupatosi di quello sinistro passò a quello destro, poi prese un altra pralina di cioccolato e iniziò a spalmarmela sui capezzoli per poi scendere fin giù al ventre. Ricoperta a dovere riprese ad assaggiarmi tutta. "Non resisto più Killua" Udite quelle parole si posizonò vicino alla mia entrata e poi mi guardò "Ne sei sicura (t/n)?" "Si Killua ti amo, voglio darla a te la mia prima volta" "Anche io ti amo (t/n)" Furono le sue ultime parole prima di entrare in me. Non fece nemmeno così tanto male, quando iniziai a muovermi con i fianchi il ragazzo capì che poteva proseguire. Le sue spinte divennero più veloci fino a che non raggiunsimo l'apice del piacere insieme gridando i nostri rispettivi nomi. Fine parte Persi il conto di quante altre volte lo fecimo quella sera, so solo che amavo fottutamente quel ragazzo. Venuta la mattina come promesso il capellone verde tornò in pasticceria. Con un sorrisetto che diceva praticamente: so cosa avete fatto, prese Killua per un'altra missione. Il ragazzo lo seguì ma non prima di avermi dato un bacio casto e sussuratomi all'orecchio: "Ci vediamo quando torno mio cioccolatino preferito" Arrossì dinuovo e prima che lui chiudesse la porta gli urlai: "Baka ti aspetto"
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