Prospettiva di Jordan Era venerdì. Fissavo lo specchio del bagno delle ragazze a scuola, quasi senza riconoscermi. C’erano occhiaie scure sotto i miei occhi, i capelli erano un groviglio disordinato, raccolti in una coda trasandata senza nemmeno essere stati spazzolati, i vestiti mi cadevano addosso larghi e abbondanti, la mia fidata felpa addosso come sempre. Le mani mi tremavano leggermente mentre mi lavavo e mi spruzzavo acqua sulle guance. Le lacrime mi brillavano negli occhi mentre cercavo di trattenerle. I miei nervi erano completamente a pezzi. Dopo l’aggressione, avevo passato gli ultimi giorni cercando di evitare la realtà, diventando distaccata e muovendomi come un automa. Di notte avevo incubi che mi facevano svegliare urlando e coperta di sudore, costringendomi a fare docce f

