E in effetti Lucia non si sarebbe mai innamorata di un altro cavaliere, perché nel suo cuore aveva sempre e solo trovato posto il suo Andrea. Una notte lo sognò. Lui era bellissimo, forse ancor più di come se lo ricordava. Non era vestito da cavaliere, e nemmeno da principe o da re. Aveva un’importante corona in testa, la barba era lunga e i capelli biondi e folti ricadevano sul mantello di ermellino che ricopriva le sue spalle, indossato sopra un lungo abito rosso. Quando si era rigirato, come per rivolgerle lo sguardo, lo aveva riconosciuto assomigliante in tutto e per tutto all’imperatore Federico II. “La città di Jesi rinnova la sua fede ghibellina ed è con voi, mio Signore”, aveva provato a dirgli Lucia, ma l’uomo non l’aveva neanche degnata di attenzione, in quanto era attratto da un

