18. La collana

1583 Words
“Fatto!” Joridey rigirava tra le mani il pacchetto regalo, soddisfatto di come gli era riuscito. Aveva trovato della bella carta e un bel nastro colorato, ed aveva impacchettato bene la collana che aveva trovato nello studio di suo fratello. Era sicuramente un oggetto di famiglia, e non era esposta nella teca blindata dove c’erano altri gioielli, di cui a volte si serviva anche sua madre… quella collana non apparteneva a nessuno in particolare. Era sepolta in un cassetto nascosto sotto la scrivania… lui sapeva dov’era la chiave perché aveva visto Quarin aprirlo una volta. C’era anche una pistola. Quella non l’aveva toccata, il fratello era stato molto chiaro su questo punto, sarebbe andato su tutte le furie se l’avesse visto prenderla. Ma sulla collana non aveva detto nulla. E poi Quarin e suo padre non portavano collane… non sarebbe mancata a nessuno. Era molto bella, a Regina sarebbe piaciuta sicuramente! Perciò, dopo cena, gliel’ avrebbe portata. Charmant aveva distratto Quarin tutto il giorno, in modo da lasciare campo libero al fratellino. Appena poté, però, chiese al bambino: “Allora, hai trovato una soluzione per il regalo a Regina?” “Sì! E l’ho già impacchettato! Proprio una collana! E dopo mangiato gliela porto! Sai dov’era?” “Preferisco non saperlo!” mise le mani avanti lei, “meglio tenersi qualche piccolo segreto, il regalo si fa più interessante!” Lei aveva buttato l’esca, ma non voleva essere coinvolta, se le avessero fatto delle domande dirette sarebbe caduta dal pero, dicendo che il bambino aveva frainteso le sue parole. Ma si preparò a mandare Quarin a cercare il fratellino al momento giusto, doveva beccarla in flagrante... Joridey bussò alla camera di Regina. Lei aveva appena fatto la doccia, e si era messa una tuta che usava anche come pigiama per dormire. Fu stupita ma felice di vederlo. “Joridey! Ciao, cosa ci fai qui, tesoro?” Lui entrò e chiuse la porta. “Eh ti avevo detto che ti volevo fare un regalo… perciò eccolo qui!” “Ma davvero? Caspita, grazie! Ma non dovevi!” “Aprilo! Aprilo!” era davvero impaziente. Lei sorrise ed aprì il pacchetto, sorprendentemente pesante per essere così piccolo. Si vedeva che era fatto da un bambino ma questo le fece tenerezza. Ma… cosa? Rimase senza parole. La collana era splendida, sembrava oro bianco con vari cornetti di oro lavorato che si alternavano a diamanti e zaffiri, ed un pendaglio più grosso al centro, con un grosso rubino a goccia, circondato di diamanti. Era squisita, anche un po’ sfacciata con tutte quelle pietre. Controllò gli agganci, per vedere se vi era impresso qualche simbolo. No, non era bigiotteria! Era oro vero! E molto probabilmente vere pietre preziose! “Allora, ti piace? E’ bella, vero?” “Joridey...” “Non ti piace? Perché quello sguardo?” “Joridey, è stupenda. Meravigliosa, ma non posso accettarla.” “Perché no?” “Tesoro, questa collana è di grande valore, tuo padre non sarebbe d’accordo.” “Ma perché a mio padre dovrebbe importare? Lui non si mette le collane!” “Ma tua madre se le mette, è lei che dovrebbe averla.” “Naa, mia madre ha un sacco di collane e le mette spesso, questa non gliel’ho mai vista addosso.” “Ah quindi non l’hai comprata tu?” “No, è un gioiello di famiglia! Quindi è anche mio.” “Joridey, peggio ancora. Parlane con tuo padre, è meglio che questa la ridia a lui.” “Mio padre e mia madre sono rimasti a Sanremo. Hanno degli appuntamenti con altri capi di stato. Noi siamo partiti per prendere mio cugino Kahan che deve arrivare in Sardegna tra pochi giorni, sai, lui è l’erede al trono dopo Quarin e me!” ”D’accordo. Allora la ridarai a Quarin. Davvero, non posso prenderla. E’ troppo preziosa. Però, tesoro, apprezzo il pensiero!” Aggiunse con una carezza, visto che il bambino si stava rabbuiando. “Non te la sei nemmeno provata.” Regina aveva paura di rovinarla anche solo tenendola in mano, ma quel faccino... “D’accordo, ma un minuto solo. Farò finta di essere una gran riccona che vuole uscire tutta ingioiellata! Poi però la rimetterai a posto.” Mise la collana e si specchiò, e giocò un pochino ai “ricchi” con Joridey, certo lui era ricco davvero! Si stavano dando delle arie e ridendo, quando qualcuno bussò in modo imperioso. Joridey corse ad aprire. Entrò Quarin con la faccia scura. “Joridey, non devi allontanarti senza farlo sapere a nessuno! Ti stavamo cercando, meno male che Charmant ti ha visto venire qui! Vuoi che ti metta in punizione?” Mentre il bambino si scusava, lo sguardo del principe si spostò sulla ragazza, e immediatamente le si avvicinò con la bocca aperta e gli occhi spalancati. “Quella è… la collana di mia madre! Toglitela immediatamente! Come osi portarla?” Lei si affrettò coi gancetti per levarsi la collana, inghiottendo a vuoto. “Come hai osato prenderla? LADRA! Sai che c’è il taglio delle mani per chi la tocca?” Regina era riuscita a toglierla e gliela porse. ”Io… io non l’ho rubata!” Quarin gliela strappò quasi dalle mani. “BUGIARDA! Schifosa bugiarda!” le urlò a pochi centimetri dal volto. Lei vide con la coda dell’occhio che il bambino non la discolpava. Povero piccolo, aveva paura anche lui del fratello! No, non l’avrebbe accusato, era già parecchio spaventato… anche se lei stessa aveva le gambe molli e le stava battendo sempre più forte il cuore. “Quarin...” disse con voce tremula Joridey, “non trattarla male...” “Trattarla male? Questa serpe si è infilata nella nostra barca per rubare, hai capito? RUBARE!” Regina urlò: “NO! Non l’ho rubata, te lo giuro! Te lo giuro...” e fece uno sguardo supplichevole, ormai le stavano scendendo le lacrime. Nemmeno lei si sarebbe creduta. Iniziò a pregare. Oddio, non le avrebbe tagliato le mani? Senza processo? Erano gente civile… o no? Joridey gli prese il braccio: “Quarin, la collana è qui, ce l’abbiamo noi! Dai, lasciala stare!” Lui diede la collana in mano a Joridey: “Vai a portarla da Bernard e chiedigli di controllarla. Stai molto attento!” e rivolgendosi a Regina: “Se manca anche solo una pietra la pagherai molto cara!” Joridey cercò di calmarlo ancora: “Vado, ma tu non trattarla male!”. Era sull’orlo del pianto. “VAIII! SUBITO!” Joridey scoppiò in lacrime e scappò via. ‘Povero piccolo… anzi povera me!’ era sconvolta. Quarin trascinò Regina fuori dalla stanza. “Adesso tu vieni con me, faina. Sei in arresto per aver rubato i gioielli della corona. Domani ti consegnerò alla polizia!” “Ti prego, non ho rubato niente!” “STA’ ZITTA! Non ti credo, e non ti crederò mai!” ‘Qui se non mi discolpo finisce male… scusa, Joridey, devo dirglielo!’ pensò lei. “Te lo giuro.. Joridey me la voleva solo far provare...” Lui si bloccò di colpo e le afferrò le spalle. Con un cipiglio impressionante le abbaiò: “NON OSARE, BRUTTA VIGLIACCA, METTERE IN MEZZO MIO FRATELLO! Dio, non ho mai voluto picchiare una donna, ma non sai quanto mi sto trattenendo in questo momento! Non dire un’altra parola!” La trascinò fino ad una grossa gabbia che c’era sul ponte, la sbatté dentro e chiuse il lucchetto. “Questa gabbia è per i cani di grossa taglia, ma andrà bene anche per la bestia che sei.” Tirò fuori il telefono e abbaiò degli ordini al capitano. “Capitano, attracchiamo immediatamente al porto più vicino! A tutta velocità!” Charmant apparve, attirata dalle grida : “Cos’è questa confusione?” “Non ci crederai mai,” puntò l’indice verso Regina: "quella IENA mi ha derubato!” Lei guardò Regina, che faceva no dentro la gabbia, con la bocca aperta: “Nooo! E cosa ha preso?” “La collana di mia madre! L’oggetto che ho più caro a bordo!” “Incredibile! E dove l’ha trovata?“ “Era nascosta in un posto non in vista. Lo credevo un posto sicuro. Mi sbagliavo, ma non farò più lo stesso errore!” Charmant non credeva alla sua fortuna. Il suo piano aveva funzionato anche meglio di come si era aspettata. Aveva pensato che Joridey prendesse una collana dalla teca, sarebbe stato molto grave… ma la collana della prima regina aveva un valore inestimabile per Quarin, rubarla era imperdonabile. Quella piccola approfittatrice era fritta, sarebbe stata gettata in prigione! Dovette nascondere la sua felicità. Attizzò la sua ira: “Ma è una cosa gravissima! Quarin, non gliela farai passare liscia, spero! Sai cosa, non denunciarla alla polizia locale, portala a Krupahw, così sarà giudicata più severamente, e invecchierà nelle vostre prigioni!” Lui ci pensò per un momento. “A Krupahw? Niente affatto. Dovrei guardare quella faccia per giorni! Non voglio vederla mai più. Però... se la denunciassi, poi sarei costretto a testimoniare e vederla anche al processo. Se ce ne sarà solo uno. La giustizia italiana è infinita!” e sparì, chiamando Bernard e urlando ordini agli altri inservienti. “Sei fregata, piccolina” le disse, cattiva, Charmant. “Non ho fatto niente! Te lo giuro...” rispose, disperata. “Risparmia il fiato, tanto non ti crede nessuno. Sei fortunata che ti lascino in Italia, le prigioni qui sono più belle!” e con un sorrisino soddisfatto, se ne andò.
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