VIIIIl dì appresso, presenti tutti gli anziani, cominciò dal dichiarare che la storia della tribù non era altro che la storia stessa dell'umanità. Prima, finché nomade, la tribù costituiva un solo individuo che lottava per la vita; ora, nel progresso, ogni suo membro era divenuto un lottatore per proprio conto. I più forti vincevano e soggiogavano i più deboli. Ed era bene che così fosse. Hussein non si mostrava degno del suo posto, piangendo sulla sorte dei vinti. Ogni membro ragguardevole sarà un vero e proprio trionfatore e l'intera razza diverrà più forte e sosterrà facilmente il paragone con gli altri popoli nel conflitto economico. «La via sulla quale vi trovate è la buona e qualunque altra vi è interdetta. Le nostre leggi non sono ancora perfette ed io voglio aiutarvi a renderle più sicure, ma non a mutarle. Invano Hussein vorrebbe ricondurvi alla vita nomade; nessuno lo seguirebbe».
«E non ci porti altro?» chiese Hussein con mestizia.
«L'infelicità di tanta parte di noi è dunque decretata irrevocabilmente?».