6.Easton

1053 Words
Osservo Vanilla con sorpresa, dal momento che ero convinto che non avrebbe accettato la mia proposta. Posso tirare un sospiro di sollievo adesso e passare alla fase due. Wallace si fa avanti e con un enorme sorriso sul viso le poggia una mano sulla spalla e le dice: «Hai fatto la scelta giusta, Vanilla, io e Easton te ne siamo grati. Vero Easton?» Deglutisco in difficoltà quando i suoi occhietti si posano su di me… Questa ragazza ha uno strano magnetismo su di me. «Sì, ehm…Wallace ha ragione. Grazie, Vanilla, mi stai salvando il culo.» Le sue guance si tingono di rosso ed è la cosa più deliziosa che abbia mai visto. «Allora, visto che siamo tutti d’accordo dimmi, Vanilla, hai qualche controproposta da fare? Magari qualche clausola che vuoi inserire nel contratto?» Lei scuote la testa con decisione. «No, mi va bene così. Solo che vorrei che fosse chiara una cosa: non dormiremo nella stessa stanza e per quanto possibile vorrei che facessimo vite separate.» Beh, ci sta, in effetti è quello che avrei detto anch’io al suo posto, dopotutto la nostra sarà solo una finta e niente di più. «Mi sembra del tutto ragionevole. Easton, che dici?» Mi limito ad annuire. Wallace invita entrambi a firmare il contratto. Le vado vicino e non posso ignorare per niente il profumo che emanano i suoi capelli, la sua pelle. Mi inebria i sensi, mi piace da morire. Vanilla si abbassa a firmare e i capelli le ricadono lungo il corpo. Accidenti, la mia mano si muove da sola a sfiorarla, a spostarle alcune ciocche dal viso per metterle dietro il suo orecchio. La sua pelle si cosparge di brividi, blocca ogni movimento e voltando di poco la testa mi punta i fari che ha al posto degli occhi addosso. Mi ritrovo a esserne ammaliato, soggiogato dalla sua presenza, dalla profondità delle sue iridi. E all’improvviso mi viene voglia di attirarla a me e baciarla e… “Sei molto bella, Vanilla…” Lei sorride e si morde le labbra. Quando abbassa lo sguardo al tavolo il viso viene nascosto dai capelli che le ricadono davanti agli occhi. Allungo una mano per spostarli dietro l’orecchio. Questo contatto mi incendia e a quanto pare pure a lei. Rialza il viso e io non riesco a non pensare al fatto che vorrei baciarla fino a toglierle il respiro e donarle in cambio il mio. «Easton? Ti sei incantato?» Sbatto le palpebre tornando alla realtà. Un ricordo della sera prima mi riempie la testa. Quando la guardo ha gli occhi sgranati… Hai ricordato anche tu, vero? Mi schiarisco la voce e, proprio come ha fatto lei, mi decido ad apporre la mia firma sul contratto. Sento il suo sguardo addosso per tutto il tempo e un brivido corre lungo la schiena. «Congratulazioni, ragazzi, siete ufficialmente marito e moglie» «Grazie, Wallace, ma a quanto pare lo eravamo già.» Il mio migliore amico sorride. «Certo, adesso dobbiamo pensare a intavolare una storia che sia credibile non solo per i media ma anche per la tua famiglia.» Faccio una smorfia con il naso, il solo pensare al caos che si creerà attorno a noi due mi fa venire voglia di mollare tutto…e magari portarla con me. Io appartengo a questo mondo e sono abituato a tutto questo ma trascinare lei in questa storia…spero solo che sia abbastanza forte da sopportare tutto, pressioni comprese. «Dici che è troppo confessare che ci siamo sposati senza scopare? Almeno è stato un gentiluomo.» afferma Vanilla divertita e io non posso che sorridere. «Visto? Un principino che ha incontrato la sua principessa…tutto torna» Tocca a lei stavolta storcere il naso, il che mi porta a sorridere ancora di più. «E stai anche per rinchiuderla in una torre o forse…una gabbia tutta d’oro?» «Credimi sulla parola quando ti dico che sono in molte a volerla questa gabbia. Il mio cognome e il mio status fanno gola a molte.» confesso senza problemi ormai abituato al fatto che tutte le donne che ho conosciuto fino a questo momento sono sempre state più interessate ai miei soldi che a me. Non che la cosa mi abbia causato chissà quale tipo di smarrimento, anzi, ma ci sono momenti in cui mi chiedo se mi guarderebbero allo stesso modo se fossi un barbone senza un dollaro. Anche in questo la donna accanto a me, mia moglie, si distingue: lei non ha nemmeno idea di chi io sia o di che macello è la mia vita. Lei mi ha scelto per quello che sono o meglio…credo che lo abbia fatto per quello di cui madre natura mi ha dotato. Del resto l’ho fatto anch’io. «Ti credo, Easton, e non devo fare nemmeno fatica, ormai sembra essere l’unica cosa a contare in questo mondo» «Che cosa?» «I soldi, lo status, l’estetica…non importa chi sei ma come ti presenti al mondo» Inclino la testa interessato a sentirla parlare ancora, e ancora. Per la prima volta nella mia vita non mi ritrovo a parlare di scemenze, e di fronte a me ho una donna che sembra viaggiare sui miei stessi binari. Amo l’agio che la mia vita, il mio cognome, mi consente, come ha detto Vanilla, sono un principino, ma non sono solo questo. Ho interessi, passioni, e detesto stare sotto i riflettori. Sotto questo punto di vista, al contrario di quello che si potrebbe pensare, amo il silenzio, preferisco le serate passate a mangiare a casa, magari cucinando qualcosa di semplice, e poi magari leggere in salone con un calice di vino tra le mani, andare a fare surf all’alba, godere di un bel tramonto. Non sono un uomo complicato, tutto il contrario, tuttavia dopo la morte di mia madre mi sono abituato a recitare una parte. Non saprei dire il perché, forse per vendetta verso mio padre che non ha perso tempo a risposarsi con la stessa donna con la quale ha tradito la mamma, forse per nascondere la mia sofferenza e non dare al mondo qualcosa con cui colpirmi. Ho fatto un sacco di casini…e ora sembrano essere questi gli unici a contare, ad aver decretato il fatto che non sia adatto a prendere le redini dell’azienda di famiglia. Il telefono vibra sul tavolo. «Pensi al diavolo…» sussurro schiacciando la cornetta verde «Papà…» “Easton, si può sapere che cazzo hai combinato?”
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