XXIV La sveglia suonò puntuale come ogni mattina. Fuori pioveva a dirotto e il ticchettio contro il vetro regalava ad Arianna un tale senso di tranquillità e benessere da renderle odioso il risveglio. Ray si alzò per primo e preparò la colazione. La notte precedente era rincasato tardi e aveva trovato la moglie che dormiva come un neonato. “Buongiorno” disse non appena la vide comparire sulla soglia della cucina. Lei gli sorrise garbatamente e gli stampò un bacio sulle labbra. “Allora, ti sei convinta sull’abito? Dimmi di sì” quasi la implorò. Arianna bevve un sorso di cappuccino e si pulì con l’indice il baffo di schiuma dalle labbra. “Ebbene sì.” Ray si alzò, mettendosi poi in ginocchio con la testa rivolta al soffitto e le mani unite in segno di preghiera. “Dopo ben tre mesi mi

