Capitolo 57 IL PUNTO DI VISTA DI ALAYA Sono rimasto congelato. Le mie mani tremavano, coperte di sangue caldo. Il coltello giaceva a terra, schizzato di rosso, come prova inconfutabile di ciò che avevo appena fatto. Santino...si muoveva a malapena. Il suo respiro affannoso si trasformò in gorgoglii soffocati. Lo avevo pugnalato. Non una, non due... ma più volte, come se una rabbia animalesca mi avesse invaso, come se non fossi più io a impugnare questo coltello ma una parte oscura del mio essere, risvegliata dalla paura di perdere Elias. Non osavo nemmeno più guardare il corpo. I miei occhi si posarono su Elias, ansimante, con la gola irritata dalla presa brutale di Santino. Tossì, ansimando, con gli occhi spalancati per lo shock. Poi, un rumore. Passi affrettati. Luca apparve su

