Capitolo 46 IL PUNTO DI VISTA DI D’AMENDA Il suono del telefono mi ha spaventato. Un suono secco, spiazzato, quasi violento nel mezzo del nostro ritmo affannoso. Malick ringhia un insulto sottovoce, ma invece di fermarsi, preme più forte... e sento quest'onda irresistibile che mi trascina insieme a lui. Mi sfugge un sospiro strozzato, incastrato tra i denti, e le gambe mi tremano mio malgrado. Si ritira lentamente, lasciando dietro di sé un misto di calore e vuoto. Mi giro verso di lui, con il fiato corto, le guance in fiamme. Guarda lo schermo del cellulare con aria infastidita, poi risponde con voce secca: — Dammi un minuto, ti richiamo. Taglia immediatamente. Poi i suoi occhi tornano su di me e il suo viso si rilassa. — Eri perfetto. Non so perché, ma queste parole mi fanno

