Capitolo sedici Il vago rumore di un cellulare che squillava penetrò la nebbia profonda del sonno ed Erin sollevò una palpebra pesante. Il suono soffocato della ballata rock che era la suoneria che aveva associato a suo fratello proveniva dal profondo della sua borsa, che si trovava sul pavimento accanto agli abiti di cui lei si era rapidamente privata nel bagno di Chance. Il braccio di Chance era avvolto attorno alla sua vita. A giudicare dal suono profondo e regolare del suo respiro, l’uomo dormiva della grossa. Erin rimase immobile e assorbì la sensazione del corpo caldo e mascolino premuto contro la sua schiena. Si sentiva assolutamente al riparo, soddisfatta e felicissima di non muoversi. Mai più. Cazzo. Non aveva la minima voglia di alzarsi per scoprire cosa voleva suo fratello.

