Lentamente cominciò a scivolare verso il sonno ristoratore, cullata da quella voce: «Segui la mia voce, cerca la mia scala, guarda nel futuro… cerca nel passato…» anche se le parole non avevano un vero senso per lei. «Sexaginta s*x, Sexaginta s*x…»Sprofondò nell’oblio profondo, il respiro si faceva lento, il vapore riempiva il bagno, oscurava lo specchio si diffondeva sulle mattonelle bianche e azzurre e sui sanitari. Una sensazione di oppressione le fece aprire gli occhi e si trovò sott’acqua. Vedeva il fondale nel quale vi erano strani animali che nuotavano, sembravano mutare a ogni istante. Affascinata da quello che stava accadendo non si rese conto che il fiato cominciava a venirle meno. Il cervello reagì e lei cominciò a nuotare verso la superficie, sempre che ce ne fosse una. Vedev

