“Ernesto, per favore, rispetta il mio dolore e fingi di condividerlo. Ora dormiamo che è meglio.” Il senso di vuoto adesso è una voragine fredda. Non deve essere stato facile per Paul McBride proporre le opere della Suárez e di Perón nel tempio dell’arte berlinese, l’Akademie der Kunste. L’entrata in vetro che si affaccia su Pariser Platz è un bel colpo d’occhio. Dentro è un continuo movimento di appassionati d’arte, pubblico interessato, studenti incuriositi, galleristi in cerca di nuovi talenti, agenti e giornalisti del settore. Lola, con sguardo quasi magnetico, attraversa le stanze lasciando scie di profumo d’ambra. Il passo risuona forte sul pavimento di marmo come per rammentare a tutti che è lei la protagonista di quell’evento. Perón non la perde di vista, conosce il buio in cu

