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50 L’Antica trattoria Sigismondo aveva ricevuto un importante riconoscimento enogastronomico, ed era entrata in qualche guida europea, osannata da un famoso critico che aveva la nomea di essere severissimo. A quel successo, il “Carlino” aveva dedicato un articolo con tanto di fotografie. Due immagini belle grandi. Una era l’insegna, quella ancora originale dal 1852, l’altra era quella dello staff. Sette persone. Uno chef e una cuoca dall’espressione neutra, un aiuto cuoco stralunato, un lavapiatti serio e con i baffi, un’anziana signora dallo sguardo severo e due camerieri sorridenti. La cuoca era lei, Sara. O almeno così pareva. «Piccola Bologna eh?» disse Tosco. «Mica Roma o Milano, qui nessuno può sparire per sempre». L’articolo in calce diceva: Ecco la squadra vincente dell’Antic

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