Mara sembrava sorpresa da quelle parole, ma capivo. Eva aveva bisogno di persone che ci tenessero a lei, che sapessero chi era davvero. Non voleva che Mara si prostrasse davanti a lei per gratitudine o perché era in debito. Sul volto di Mara si formò un leggero sorriso, per una volta non malizioso. “Sì, mia signora, mi piacerebbe.” “Allora devi chiamarmi Eva.” “Ora basta,” dissi. “Presumo, Consigliere Bertok, che non ci sia bisogno di un'altra scopata cerimoniale.” Dal momento che Eva portava già in grembo il mio bambino, quel vecchio bastardo pervertito avrebbe dovuto cercare il suo piacere da qualche altra parte. Il vecchio guardò per terra. “No, Alto Consigliere. Non c’è dubbio che sia una Consorte degna.” Annuii. “Bene. Dal momento che è già stata visitata dal Dottor Rahm, io e la

