X Vincenzino Tili Il giorno dopo, primo giovedì di marzo, Febo s’alzò di buonora. Si vestì adeguatamente e con la borsa a tracolla scese a piedi alla fermata sulla via Flaminia a prendere la carrozza pubblica delle otto e trenta. Partiva alle sette dalla stazione di posta di Trevi. Scendeva la strada tortuosa, fermandosi al Santuario della Madonna delle Lacrime e a Borgo. Lì s’immetteva nella Flaminia. Arrivò in perfetto orario. Pagò la corsa al postiglione ed entrò. Era a sei posti di cui quattro occupati. Sedette di lato accosto al finestrino. Due signore borghesi ben vestite parlavano di moda. Andavano a Foligno, al negozio dei fratelli Vagaggini, a visionare gli ultimi modelli di cappelli. Un signore se ne stava chino a leggere un foglio che teneva in mano; un altro, dall’aspetto con

