XIII L’anello Quella sera Febo vide Angela fuori dalla stanza del tutore, seduta su una sedia accanto alla porta aperta. Lo informò che messer Mattioli aveva avuto una crisi d’asma, e che dopo aver bevuto la tisana, s’era addormentato immediatamente emettendo sibili prolungati dalla bocca schiusa. A quel punto Febo tornò nella sua camera, scrisse le note sulla giornata appena trascorsa, e s’apprestò a dormire. La mattina appresso desiderava alzarsi presto. Era sua intenzione scendere nella botola ai primi chiarori dell’alba. Stavolta Geffa non l’avrebbe coinvolta. Gli sarebbe stata solo d’impaccio. Inoltre, non voleva crearle ulteriori imbarazzi, e, per di più, il padrone stava peggiorando e la madre abbisognava della sua compagnia. Nel tascapane Febo mise il sacchetto con dentro le die

