Tom si mise una mano sul petto, per un attimo gli era parso che il cuore facesse le capriole. “Sono messo peggio di quanto credessi. Grazie, Amulio, credo di doverti la vita.” “Cosa sarà mai, la trentesima volta? Non che io le conti…” “Di certo è la più importante. Accompagnami, per favore. Non ho abbastanza lucidità per scegliere il gioiello adeguato.” Lupus trotterellò lungo il corridoio, fino allo sgabuzzino dove riponevano stracci e detersivi. Poi, scostato un finto quadro elettrico, digitò il codice e, in una delle pareti, si aprì un piccolo varco. “Entra, prima che Alice ti veda e capisca cosa stai facendo.” Tom obbedì, si abbassò più che poté e finì per ritrovarsi nella stanza dove ciascuno di loro conservava i beni più preziosi che possedesse. Non gioielli, denaro, orologi di

