11 Il rapimento Una mano gentile, morbida e il profumo stuzzicante di caffè caldo la destarono dal sonno leggero che, intorno alle prime ore del mattino, l’aveva strappata alle sue deprimenti riflessioni. “Svegliati, tanto so che non stai dormendo. Piangi persino nel sonno, lo sai?” sussurrò Gina, accucciandosi al suo fianco. Qualcosa in lei apparve immediatamente diverso. Si era cambiata d’abito e aveva raccolto i capelli in uno dei suoi alti e voluminosi chignon, ma non era quello. Sembrava più tranquilla, quasi fosse tornata in sé. “Dovrei essere io a consolarti, non il contrario. Cosa ti ha fatto ritrovare la calma?” La donna distolse appena lo sguardo, sorridendo nella metà del viso non in vista. “Niente. Diciamo che ho superato lo choc iniziale e adesso sto provando ad adatt

