Paolo appariva così contraffatto che il medico s'arrestò. — Continui — disse egli, come se non fosse sotto la parola ma sotto il ferro operatorio. — Continui, prego. — Per quanto io abbia cercato di persuaderla, non m'è riuscito di trarla fuori dalla sua tana dove non c'è che il nudo muro, una vecchia branda e qualche sedia sconnessa. Il delirio è violento, e non so ancóra determinarne tutte le cause. Dianzi, alle mie persuasioni rispondeva: «Non posso, non posso più uscire di qui. Le guardie mi arrestano, mi portano alle Murate. Sono scritta nel libro della Questura. Non sa, dottore, chi sono io? non lo sa? Prima c'era uno solo nel mondo, che lo sapeva e lo diceva. Ora quest'uno è andato e m'ha scritto nel Libro. Le guardie mi conoscono. Tutti mi conoscono. Come vuole che io esca di qui

