Mario La notte cala sul quartiere degli affari. Le torri di vetro e acciaio riflettono gli ultimi raggi del sole, trasformando la città in uno specchio incandescente. Tra un'ora, tutto questo sarà nero, freddo, vuoto. Aspetto in macchina, motore spento, lo sguardo fisso sull'ingresso del parcheggio sotterraneo. Accanto a me, Sebas gioca con i suoi guanti in nitrile, lo stesso gesto nervoso da venti minuti. — Sicuro dell'informazione? chiede. — Sicuro. — E la chiavetta USB? — È lì dentro. Da qualche parte. Non aggiunge altro. Dal colpo nel sedicesimo arrondissement, non è più lo stesso. Parla di meno, non ride mai più, guarda sempre dietro le sue spalle. Dovrei lasciarlo in pace, pagarlo e rimandarlo a casa. Ma ho bisogno di lui. Stanotte, ho bisogno di tutti. Il mio telefono vibra

