Basta un passo e ci sei dentro Laura Guglielmi Samuel era appena arrivato dal suo Paese. Sembrava che il mondo ruotasse intorno a lui, come se potesse disporre di un bottone che gli permettesse di decidere i destini dell’umanità. Parlava un inglese elegante come me che l’ho imparato nei migliori college. Aveva le dita lunghe e affusolate, sopracciglia folte e labbra carnose. Era come se non aspettassi altro, dopo mezz’ora ero già lì adorante, un tappetino come direbbe la mia vice. Carla non fa altro che ripetermelo da quando mi hanno promosso, “Marta, ma come fai a essere così determinata nel lavoro e così cogliona con gli uomini?”. A tavola ci siamo trovati vicini, e mentre Samuel mi passava il pane o mi sfiorava il ginocchio, già sentivo le sue mani affilate sul mio corpo. Quando parl

