Ritti da una parte e dall’altra del lettuccio, Bianca e l’ingegnere si guardarono con le lagrime negli occhi, non avvertendo il ritorno della madre, che si era buttata su una sedia presso l’uscio. Seguì un momento di silenzio, poi dal di fuori tornò a ripetersi la chiamata: — Roberto! Roberto! Roberto! La malata scosse malinconicamente la testina e sospirò: — Povero babbo!... tu lo chiami ma lui non vuol rispondere. Ha paura di essere sgridato. Mi ha ucciso il gattino!... L’ha buttato nel torrente!... e l’acqua l’ha portato via lontano, lontano! Queste ultime parole le disse in un singhiozzo, che serrò il cuore dei suoi giovani amici. — Sa, signor Piero! — seguitò la poverina — ho nascosto Zoe, la mia bella bambola, laggiù nello stanzino. Non bisogna che egli la trovi; se no, la butt

