Poiché per lui questi tesori e tutto quello che aveva raccolto nella sua bella casa costituivano mezzi per dimenticare, modi per sfuggire, per lo spazio di una stagione, a un terrore che a momenti gli sembrava troppo grande per essere sopportato. Al muro della stanza deserta, chiusa a chiave, nella quale aveva trascorso tanta parte della sua adolescenza, aveva appeso con le sue stesse mani il terribile ritratto, le cui fattezze alterate gli mostravano quale fosse veramente l’abiezione della sua vita e davanti vi aveva disposto, come un sipario, la coltre di porpora e d’oro. Non ci andava per settimane intere, durante le quali dimenticava quella ripugnante cosa dipinta e recuperava la leggerezza del cuore, la sua mirabile allegria, la sua appassionata dedizione alla pura esistenza. Poi impr

