''Mi dispiace tornare a casa sinceramente''
James girò la testa verso di lei e le sorrise dolcemente, anche a lui dispiaceva ma non l'avrebbe mai e poi mai ammesso, mai.
''Già''
Era sinceramente assurdo come fosse già arrivato Natale, sembrava che i mesi stesero volando e questo non faceva altro che aggiungere sempre più ansia a Morgan, che dopo il matrimonio era nel pallone più totale.
''Sei troppo silenziosa, sicura sia solo quello?''
Lei annuì e lui decise di non fare più domande, perché ultimamente il loro rapporto era diventato cosi, e nessuno dei due sapeva cosa fare per rendere la situazione migliore, e il punto di scoppio probabilmente arrivò quando James, trovò la lettera che stava aspettando dall'inizio del semestre.
''Non posso crederci'' esclamò lui quasi cadendo dal letto, mentre il suo cuore iniziava a battere talmente forte da poter esplodere ''che succede James?''
Morgan lo guardava confusa perché non capiva la sua gioia repentina ''allora?''
''Mi hanno preso ad Harvard''
I suoi occhi si sgranarono mentre il ragazzo si avvicinò a lei e la strinse in un abbraccio ''mi hanno preso ad Harvard hai capito?''
Lei annuì e lui la stritolò, nonostante lei gli pose una sola domanda ''e quando dovresti andare via?''
Lui la guardò e poi sviò lo sguardo rimanendo in uno stato di silenzio, e lei capì ''devi andare via domani vero?''
James spostò lo sguardo sulle sue scarpe, diventate improvvisamente interessanti, perché obbiettivamente lei aveva ragione e lui non aveva idea di come poterglielo dire, era troppo orgoglioso.
''James porca puttana fatti coraggio e dimmi come stanno le cose, devi andare via domani?''
Lui sospirò e poi la guardò negli occhi ''si, devo partire domani, cosi posso mettermi in pari e a gennaio iniziare il semestre nuovo?''
''Quindi ti arriva una lettera e lasci tutto cosi? lasci me, i tuoi amici, la tua famiglia, per nulla?''
''Nulla? Morgan è il sogno della mia vita, sogno Harvard da quando avevo 11 anni e lo sai benissimo''
''E cosa pensi che ci succederà?''
Morgan sentiva già i suoi occhi farsi lucidi, ma non avrebbe pianto, non l'avrebbe sicuramente fatto davanti a lui, magari dopo, quando lui l'avrebbe lasciata da sola e lei si sarebbe sfogata con sé stessa.
''Cosa dovrebbe succederci?possiamo sempre avere una relazione a distanza, sai che-''
''Che cosa James? dovrei vivere con l'ansia che nessun'altra riesca a entrarti in testa, per vederti solo in estate? e sentirci solo per telefono? vuoi farci fare la fine di Ted e Victoria?''
Lui rimase in silenzio alla citazione della sua serie preferita ''non puoi paragonarci a loro e lo sai bene''
''Ah no? e perché?'' chiese lei incrociando le braccia al petto, sapeva già la risposta che avrebbe dato ancora prima di chiederla, ma lo fece lo stesso perché voleva che lui glielo dicesse.
''Perché lei non era quella giusta'' affermò James stringendo la lettera e riducendola quasi ad una pallona ''forse nemmeno io sono quella giusta allora'' continuò lei sviando lo sguardo e causando silenzio.
Almeno finché James non sbottò ''stai scherzando spero''
Morgan gli fece la faccia più seria che poté, cercando di sembrare forte e di trattenersi dal piangere, aveva deciso, lui non l'avrebbe vista piangere.
''Mi stai lasciando come Lily fece con Marshall, Morgan?''
''Sei tu che mi stai lasciando James, scegliendo Harvard a me''
Lui sbatté le palpebre per qualche secondo, ma comprese che non era un incubo purtroppo ''bene'' disse lui guardandola, e lei aveva capito che in silenzio le stava urlando di andare via e di lasciarlo solo, le stava urlando che lei non lo capiva, non lo supportava, e lui non poteva accettarlo.
Le stava urlando che era appena finita, e quando lei si chiuse la porta alle spalle condivideva lo stesso pensiero.
''Ciao Morgan'' le sorrise Sam affiancandola e non appena si accorse che la sua espressione non era mai stata cosi seria, la fermò in messo al corridoio ''che succede?''
Morgan le fece un breve sorriso, non voleva coinvolgerla nei suoi problemi ''nulla va tutto bene davvero'', e poi entrò in camera sua e chiuse piano la porta alle sue spalle, cercando di essere delicata in modo da non dare a Sam l'impressione che le avesse appena sbattuto la porta in faccia.
Lei però si diresse subito verso camera di James, dove anche era arrivato Luke, e si scambiarono uno sguardo d'intesa prima che lei avanzasse verso James ''ehi cos'è quella faccia da funerale James?''
Luke vide la lettera appallottolata sul pavimento e la prese mentre la sua ragazza aspettava che James le rispondesse, e si accorse che qualcosa non andava quando lui si mise sul letto con la testa tra le mani.
''OK sul serio James, che succede?''
''Sam-'' ''No, non è il momento delle tue cazzate Luke, sto aspettando una risposta seria da James''
''Sam-''
''Luke cazzo ti ho detto non adesso'' disse lei interrompendolo nuovamente e facendogli serrare la mascella, mentre lei si girava verso James e continuava a insistere ''allora''
''Samantha porca troia leggi qua'' le passò la lettera nello stesso momento in cui James sussurrò ''ci siamo lasciati''
E piombò il silenzio.
Per Luke che guardava la sua ragazza arrabbiato, perché avrebbe potuto evitare di tartassarlo cosi e avrebbe potuto lasciarlo parlare, per Sam, perché adesso stava leggendo la lettera ed era rimasta a corto di parole sentendo la frase appena uscita dalla bocca di James, e istintivamente si sentì terribilmente in colpa per essersi comportata come un'idiota e aver insistito.
E ultimo, ma non meno importante, per James, che aveva visto il mondo, costruito con le certezze che si era creato in questi mesi, sgretolarsi davanti ai suoi occhi nel giro di pochi secondi, e adesso non aveva più niente, niente di niente, e la sua testa sembrava un grande buco nero pronto a volersi prendere tutto ciò che trovava dove passava.
''Non ne avevamo idea James, mi dispiace tanto'' sussurrò lei sedendosi accanto a lui e cercando di abbracciarlo, anche se lui non rendeva la situazione tanto facile, forse perché facile non lo era proprio.