Singh si fece passare la flexicam per controllare il corridoio senza doversi esporre direttamente. Piegò il tubo e lo fece sporgere di qualche centimetro. Come si aspettava in fondo, dove il corridoio svoltava a sinistra, si trovava una videocamera di sorveglianza. Il macchinario ruotava pigramente di centottanta gradi fornendo le immagini del corridoio. Per superarla senza essere visti occorreva disabilitarla per alcuni istanti e Singh aveva l’attrezzo giusto per farlo. Fece un gesto rivolto a Fazal. L’uomo si avvicinò al suo comandante e gli porse un disturbatore di videocamere. Il curioso oggetto assomigliava a un lettore di codici a barre, con l’impugnatura simile a quella di una pistola. Sarebbe bastato puntarlo verso la videocamera e premere un pulsante. Lo strumento di sorveglianza

