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34 Vincenzo spalancò gli infissi della cucina nonostante l’aria mattutina fosse ancora piuttosto fresca. Ultimamente dormiva male e appariva piuttosto nervoso. Le domande allusive del commissario Alfonsi l’avevano profondamente turbato. Ogni volta che si incontravano quel poliziotto lo scrutava come se intuisse qualcosa o come se si aspettasse un suo passo falso da un momento all’altro. Cercava di tenersi occupato il più possibile in cucina in modo da evitare successive domande. Cucinare inoltre gli faceva tenere la mente impegnata e in qualche modo lo rilassava. Avrebbe voluto comunicare con la contessa, ma intuiva che vi fossero cimici ovunque. Non era un uomo colto, ma certo non era uno stupido. Si sentiva dunque frustrato e impotente, imprigionato, suo malgrado, in un’attesa che non l

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