Poi virammo su ritmi più blandi con Wish you were here, il brano da oratorio di Holland che però risultò molto gradito al pubblico, a cui legammo sempre una sua canzone più recente che aveva intitolato On the turning away, tranquilla ma evocativa. Dopo di che, per tornare a strinare i presenti, eseguimmo Black, di Bebe. Un tripudio. Fu poi la volta di Didi, cinque minuti solo per lui, dove si sbizzarrì con tutta la sua maestria ripercorrendo la musica americana dagli anni ’20 fino a oggi fondendo insieme stili e brani così diversi tra loro eppure legandoli insieme così bene come se fosse un’unica composizione. Il pubblico non poté vederlo, ma da dov’ero io vidi Bruce in persona affacciarsi sul palco e gustarsi l’intera esibizione del nostro pianista, con un’espressione molto interessata.

