XIII Piangeva come un bambino quando lo ha colpito per l’ultima volta. Per il dolore o per la paura della morte? Non voleva andarsene! Strano come ci si aggrappa alla vita. Il sangue colava sulla poltrona. Un secondo colpo e poi un terzo, tutti dietro il collo e l’altro, quando lui si è girato, dentro l’occhio e poi ancora e ancora e ancora. Sangue dappertutto. Impossibile fermarsi. Non è mai stata una questione personale, ma non esiste altra strada. Inutile illudersi. Non resta che ucciderli tutti. Il tempo non cancellerà il male.

