Faith
Iniziò a bruciarmi lo stomaco. All'inizio pensai che fossero dei crampi. Sapevo che prima o poi sarei andata in calore, ero una lupa trasformata e avevo incontrato il mio compagno. Era naturale che iniziasse così presto. Tuttavia, avevo sempre saputo che il suo calore era, beh, appunto, un calore molto intenso e straziante. Era indubbiamente doloroso, ma era un tipo di dolore diverso da quello che provavo io. Era come un coltello affilato nello stomaco, che trafiggeva e si torceva, lacerando muscoli e organi. Ho già detto che la lama era infuocata?
I crampi continuavano a peggiorare secondo dopo secondo. Stavano colpendo ogni mio muscolo. Crollai pesantemente sul pavimento della mia stanza. Con tutto lo sforzo possibile, rotolai su un fianco e cominciai a vomitare.
Tutto il mio si contorceva mentre la forza di ciò mi consumava, le mie mani si trasformarono in zampe e cominciai a grattarmi e a lacerarmi il petto. Era il cuore a farmi più male. Forse, se fossi riuscita a tirarlo fuori, avrei potuto liberarmi di quel dolore insopportabile.
"FAITH, SMETTILA!" gridò Sapphire, ululando.
Sapevo che, se ci fossi riuscita, se mi fossi strappata il cuore dal petto, sarei morta. Non volevo morire, ma non riuscivo a pensare razionalmente. Stavo reagendo ai miei istinti primari, eliminando ciò che faceva male.
"Che cosa mi sta succedendo?" singhiozzai.
In qualche modo, tra tutti i miei movimenti convulsi, dovevo essermi morsa la lingua. Sentivo in bocca il sapore metallico del mio sangue, o forse era solo che avevo iniziato a vomitare sangue. Non potevo esserne sicura. Ero in preda a un'agonia così straziante che era difficile capire da dove provenisse esattamente tutto questo.
"Declan, si sta accoppiando" ruggì Sapphire.
Il suono riecheggiò nelle mie orecchie, strano visto che era solo una voce nella mia testa, ma lo strazio nella sua voce era profondo. Si ripeteva ancora e ancora nella mia mente: Declan si stava accoppiando. Rimbalzò lentamente nei miei pensieri come un veleno, fino a quando l'amarezza diventò opprimente.
Se è questo che mi faranno, potrebbero almeno assistere.
Usai le zampe per scavare nel tappeto. Riuscii a trascinarmi lentamente e dolorosamente su per le scale. Sinceramente, per quanto tempo potevano continuare così?
Alla fine arrivai al suo piano. I miei vestiti aderivano in modo scomposto al mio corpo, bagnati di sudore. Quando arrivai alla sua porta, ero a malapena cosciente. Tuttavia, ero determinata, ero arrivata fin lì e nulla avrebbe potuto fermarmi.
Spalancai la porta con le ultime forze che avevo. Declan era in ginocchio dietro mia sorella, che teneva il culo sollevato. Lui mi sorrise mentre le afferrava i fianchi e si muoveva ripetutamente dentro di lei.
Samantha mi rivolse lo stesso stupido sguardo sorpreso di quando li avevo sorpresi la prima volta.
"CHE STRONZA" ruggì Sapphire.
Fu l'ultima cosa che sentii prima che il mio corpo crollasse a terra e iniziassi ad avere le convulsioni per il dolore. Tutto diventò nero, non potevo vedere il sangue e la bava che mi colavano dal collo macchiandomi i vestiti, né il modo in cui il mio corpo svenuto si scuoteva e si contorceva, non potevo sentire la forza con cui la mia testa sbatteva a terra ogni secondo che passava, ma loro sì, loro potevano vedere tutto questo, e sperai che quella immagine li perseguitasse per sempre. Speravo che questo fosse ciò che avrebbero visto ogni volta che si accoppiavano l’uno con l’altra. Se fossi morta, speravo che quell’immagine fosse ciò che avrebbero visto ogni volta che avrebbero pensato a me. Speravo che quell’immagine li tormentasse ogni istante di ogni giorno.
Due settimane dopo
"Bambina, ti prego, torna da me" gridò una voce spezzata accanto a me.
"Mamma..." la mia gola era così secca che mi sembrava di ingoiare fuoco.
"Acqua..." sussurrai. Non ero ancora riuscita ad aprire gli occhi. Avevo troppa paura. Non volevo vedere l'espressione della mia povera e dolce madre. Doveva essere preoccupata a morte. Non mi biasimavo per quello che mi era successo. Avrei incolpato Declan, ma comunque mi sentivo triste per lei che doveva vedermi in quello stato.
Per qualche minuto, rimanemmo entrambe in silenzio mentre io sorseggiavo l’acqua, che alleviava appena la mia tensione, ma impediva a mia madre di soffocarmi. Facevo finta di non accorgermene, ma la vedevo aprire e richiudere la bocca. Evidentemente voleva dirmi qualcosa, ma faceva fatica. Onestamente, sembrava un dannato pesce rosso.
"Sto bene, mamma" gracchiai.
I suoi occhi si ammorbidirono e delle lacrime si raccolsero agli angoli dei suoi occhi.
La porta si aprì cigolando, ma non potei fare a meno di irrigidirmi, quando vidi la testa di Samantha sbucare dalla porta. Declan era proprio dietro di lei. O il pavimento era la cosa più interessante che lui avesse mai visto, o non riusciva a guardarmi negli occhi.
"Che cosa ci fate qui?" gridai loro. Come potevano pensare che io volessi vederli? D'altra parte, probabilmente non avevano pensato a me. Probabilmente volevano solo salvare la faccia. Beh, a me non interessava.
Mia madre sussultò accanto a me. "Tesoro, ti hanno trovata e ti hanno portata qui" mi supplicò mia madre con gli occhi.
"Trovata?" le chiesi, fissando Samantha negli occhi. Naturalmente volevano fare gli eroi.
"Faith, volevo solo assicurarmi che tu stessi bene" disse mia sorella, mentendo a denti stretti, più che altro per assicurarsi che non rivelassi il loro piccolo sporco segreto.
"Non hai il compagno di qualcun’altra da scopare?" Tutti gli occhi si voltarono verso di me, Declan sembrò furioso e Samantha e mia madre mi fissarono entrambe con gli occhi spalancati. I loro volti praticamente erano loro specchio delle stesse espressioni sconvolte. Nessuna delle due mi aveva mai sentito parlare in quel modo. Non me ne poteva fregare di meno. Declan poteva cacciarmi, se voleva. Li odiavo.
"Di che cosa stai parlando?" gridò Samantha.
Che attrice!
"TI STAI SCOPANDO DECLAN, IL MIO COMPAGNO. SMETTILA DI FARE LA SANTARELLINA!" le urlai contro. La testa mi pulsava. Le urla non facevano che peggiorare la situazione, ma non potevo farne a meno. Mi sentivo frustrata.