Non stavo correndo per paura, per vergogna o per nascondermi. Questa volta stavo correndo a testa bassa per affrontare il problema. Corsi su per le scale più velocemente di quanto le mie gambe potessero fare. Mi fischiavano le orecchie e più di una volta dovetti usare le mani e i muri per riprendermi, ma dannazione, lo avrei preso. Non avremmo trascinato quella situazione ancora per le lunghe. In ogni caso, che cosa avevo da perdere? La mia vita era già sempre a rischio. Dopo aver raggiunto l’ultimo scalino e camminando sul pianerottolo verso la porta della sua stanza, riuscii a prenderlo. Lo afferrai per il retro della maglietta e lo strattonai. Lo stavamo facendo lì fuori. Non volevo che la sicurezza della porta della sua stanza chiusa gli desse più fiducia di quanta ne avesse già. Per

