Tic-tac… tic-tac… Continuavo a restare immobile, benché scosso dentro da un’agitazione integrale che ogni tanto mi tagliava il respiro, ma che a ben vedere non mi stava uccidendo. Radunai le forze e presi il telefono sul comodino. Sarei riuscito a parlare? O il tentativo di far uscire la voce attraverso il petto avrebbe innescato l’infarto o da Dio sa cosa mi stesse schiantando?! Perché era evidente che stava per arrivarmi un colpo al cuore! Una cosa che, come per le vittime del Comet, mi avrebbe schizzato in un batter d’occhio da questo mondo a quell’altro. Pensai di telefonare a mamma, ma poi risolsi che sarei riuscito solo a spaventarla… Non avrebbe potuto aiutarmi per telefono e anche fosse tornata in taxi non sarebbe arrivata in tempo. Allora composi il numero del dottor Bersani, il m

