XXXVII Marco Quadrini giocherellava con la penna in attesa di decidersi a fare ciò che sapeva di dover fare. Sulla sua scrivania regnava il disordine. Post-it, documenti ufficiali, A4 appallottolati e ritagli di giornale condividevano lo stesso spazio. Avrebbe dovuto fare molta attenzione a cosa buttare e cosa tenere quando si sarebbe deciso, entro la fine dei suoi giorni, a dare una storica riordinata. L’ispettore afferrò il cordless, liberandolo dai fogli che lo coprivano, e selezionò dalla rubrica il numero della moglie. “Ciao amore, tutto bene?”, domandò la donna ansimando. Era evidente che stesse camminando a passo spedito. “Mica tanto. Oggi anche Sergio si è dovuto assentare ed è un gran casino. E tu?”. “Sono in ritardo per una riunione con la direzione in centro. Me l’hanno de

