XL Mancavano pochi minuti alle ventuno quando Marco Quadrini si presentò al cospetto del castello che ospitava la bella Sofia. Suonò il campanello e lei gli aprì praticamente in tempo reale. Devo controllarmi, sono pur sempre un poliziotto, pensò mentre superava il cancello e si avviava verso la porta d’ingresso della villetta presidiata dal sorriso complice della donna. “Ciao, Marco”. “Ciao, Sofia”. La padrona di casa fece accomodare il poliziotto nel salottino che li aveva già ospitati in precedenza. Lei indossava un paio di shorts che non lasciavano troppo spazio all’immaginazione. Lui una camicia d’emergenza, da utilizzare quando non riusciva a passare da casa dopo il lavoro, che aveva recuperato dall’armadietto e un paio di jeans che gli stavano da dio. “Cosa succede?”, domand

