Sentire lo sguardo di Ty addosso non mi è mai pesato così tanto come in questo momento mentre qui, in mezzo a questa enorme sala, mi sembra di essere un uragano al centro di tutto. Sembra che migliaia di emozioni si siano impadronite di me e si susseguono l'una dopo l'altra, non lasciandomi il tempo di respirare; è come se qualcosa, o qualcuno, mi stia sballattolando da una parte all'altra. Ed è orribile...
Mi sembra di essere al centro dell'attenzione di tutti, mentre in realtà Sheryl sta ancora rimproverando quell'inquietante ragazza sbucata dal nulla, assieme a Josh; mentre Ty, invece, si limita a guardarmi in quel modo penetrante, e Normani se ne sta stravaccata sulla poltrona ad armeggiare col cellulare.
«Ti avevo detto che saresti dovuta essere pronta entro le otto!» Continua Sheryl.
Non la conosco abbastanza - anzi, in realtà per niente - ma capisco benissimo quando una persona sia arrabbiata e Sheryl, nonostante il tono pacato e apparentemente calmo, la postura dritta e i modi di fare eleganti, lo è al cento per cento.
La ragazza dai capelli rosso fuoco sembra non essere minimamente intimorita, e mantiene sfacciatamente lo sguardo di sua zia, bassa qualche centimetro abbondante più di lei. Ha un qualcosa di... Non trovo parole per descriverla, sul serio. È strano il modo in cui questa ragazza sconosciuta mi incuriosisca così tanto e mi inquieta allo stesso tempo. Il suo volto è privo d'espressione mentre regge indifferente lo sguardo duro di Sheryl... e di Josh: che a quanto pare non sembra così pacato e controllato come sua moglie. È così spoglio quel volto... Quella carnagione olivastra, quegli occhi così spenti, quella matita così spessa, quel taglio d'occhi così grande ma allo stesso tempo leggermente all'ingiù... Mi ricorda uno di quegli sguardi di quei combattenti che molto spesso vedevo con Ty: quei combattenti che scendevano in campo di battaglia con la stessa determinazione con cui si erano arresi.
Mi chiedo quanti anni possa avere... Sembra addirittura più matura di Ty, che di anni ne ha trenta compiuti due mesi fa. Sembra anche più matura di me, il ché non mi sorprende, visto la mia carnagione chiara e liscia come quella di un neonato e lo sguardo sempre tenero di un cane bastonato, anche quando sono accigliata.
D'un tratto risentire quella voce calda e squillante mi sorprende di nuovo, esattamente come la prima volta che l'ho udita.
«Mi dispiace se non me ne frega un cazzo della tua stupida cenetta di famiglia», dice, ed è difficile non percepire il tono di scherno celato dietro.
Sheryl non si scompone affatto, ma vedo i suoi occhi dilatarsi e il petto alzarsi e abbassarsi ritmicamente con una velocità spaventosa. Ma è Josh a perdere le staffe.
«Non ti azzardare mai più a rivolgerti in questo modo a tua zia!»
Sia io che Ty sobbalziamo nello stesso momento. Probabilmente Ty non si aspettava che suo padre prendesse a urlare in quel modo, visto il modo in cui lo sta guardando. Ed è proprio Ty a fermare un altro sfogo d'ira imminente di suo padre.
«Papà, per favore... Non ora.» Sussurra.
Josh gli rivolge un'occhiata, e nonostante la rabbia che sento ancora nei confronti di suo figlio una parte di me spera di non vedere Josh perdere le staffe anche con lui. Mi sembra di sentire Normani dietro di me trattenere il respiro; ma mi accorgo solo dopo di averla a fianco.
Non riesco a smetterla di torturarmi le labbra mentre attendo un gesto di Josh e quando sposto lo sguardo, incrocio ancora una volta lo sguardo di Mila che mi fissa. Quella consapevolezza mi mozza il respiro, e ancora una volta sento quella potente scarica di brividi lungo tutto il corpo. Non ho la benché minima idea del perché di questa reazione del mio corpo: non so se mi sento così intimorita perché spero che mi accetti come il resto della famiglia qui, o se sia quello sguardo così privo di qualsiasi cosa che mi fa sentire in questo modo. E mi chiedo perché diamine non riesco ad interrompere questo scambio di sguardi.
Poi, esattamente come la prima volta, i suoi occhi scrutano sempre me, ma indugiano più sotto. Seguo la scia del suo sguardo passo dopo passo, secondo dopo secondo, e mi si mozza ancora una volta il respiro in gola quando mi rendo conto che sta squadrando tutto il mio corpo, dalla testa ai piedi. Alzo di scatto la testa, e all'improvviso mi ritrovo col respiro affannato: cosa c'entra questa perquisizione col fatto se reputarmi all'altezza o meno di suo cugino?
Sobbalzo ancora di più quando sento la voce di Josh annunciare: «andiamo di sopra: questa serata è stata già scombussolata abbastanza.»
Noto Ty sospirare, e Normani mi sorpassa per raggiungerli non prima di avermi rivolto un altro sorriso. Riesco a malapena a ricambiare, e per un attimo mi sembra di non avere più la capacità di muovere un singolo muscolo. Ho ancora il respiro smozzato.
Josh e Sheryl si sono già incamminati più avanti verso le scale; Normani li rincorre alla svelta come un cagnolino, e per un attimo mi è sembrato che volesse sfuggire in fretta dallo sguardo di sua cugina. Ty non mi rivolge uno sguardo, ma noto che lo rivolge in modo cagnesco a sua cugina mentre si dirige a passo spedito dietro ai suoi. D'un tratto mi rendo conto di essere rimasta soltanto io qui, immobile, e mi sento una cretina. Datti una svegliata, Lia!
Scrollo le spalle, mi sistemo i capelli alla ben meglio con una mano e finalmente ritorno a prendere i comandi del mio corpo per potermene andare via dal bel mezzo della sala. Quando mi ritrovo in mezzo al corridoio, però, per un attimo rallento e i miei occhi incontrano di nuovo quello sguardo spento; è anche lei immobile nello stesso punto in cui i suoi zii l'hanno lasciata, e il suo sguardo è intenso mentre continua a fissarmi. Una scossa, più forte delle altre, mi colpisce in pieno ma stavolta in un punto in cui fa la differenza, molto più giù. Quello che succede subito dopo mi toglie le parole di bocca: quella scossa, così tanto potente, ha preso il sopravvento delle mie sensazioni... E della mia bocca. Un gemito, breve ma intenso, mi è sfuggito come un fiume in piena dalle labbra, e quando mi rendo conto di cos'è appena accaduto noto Mila boccheggiare, e il mio sguardo cade proprio lì, su quelle labbra carnose. Sono di un delicato rosa, screpolate e spaccate, eppure non riesco a fare a meno di chiedermi se siano morbide. Resto stupita di quello che penso, e sotto lo sguardo ancora sbigottito e lucido di Camila torno indietro, afferro la pochette sul tavolino da caffè che per un attimo stavo dimenticando e mi precipito a correre verso le scale.
Ho ancora il cuore in gola e la mente offuscata per ciò ch'è appena successo, ma nel momento esatto in cui sorpasso velocemente Mila non riesco ad ignorare quell'inebriante ondata di vaniglia e tabacco che mi pizzica fastidiosamente le narici. Corro velocemente verso le scale chiudendo gli occhi, e spero di riuscire a respirare normalmente quando avrò finalmente raggiunto gli altri.