La nube nera che le era crollata sulle spalle evaporò con un’ondata di sollievo che la fece barcollare. «Oh, povero piccolo» gli fece eco. L’infermiere serrò le labbra. «Può firmare le dimissioni alla reception. Sa ha capogiri o problemi di vista, torni qui o vada dal suo medico, okay? C’è qualcuno con lei a casa?» Annuì. «Sì, mia madre.» «Bene, allora si riposi.» Le sorrise e se ne andò. Pilah si abbassò per prendere le scarpe da sotto il letto. Non viveva con sua madre. Sua madre era morta poco dopo che lei era venuta negli Stati Uniti per starle accanto quando si era ammalata. Adad l’aveva fatta rimanere negli Usa, visto che aveva la doppia cittadinanza, così da poter richiedere il visto per portare via le loro figlie dal pericolo. Ma il governo siriano aveva bombardato la loro casa

