Capitolo 16 Quando mi sveglio non c’è nessuno nel letto accanto a me. Guardo l’orologio e mi accorgo che è già primo pomeriggio. Mi stiro, lasciando che i muscoli indolenziti si riscaldino un po’ prima di alzarmi. Ogni parte del mio corpo duole in modo delizioso per essere stata avvinghiata a Fenton in varie posizioni tre volte tra ieri mattina e notte fonda. Ne è valsa la pena, nonostante il disagio fisico che ora avverto. Mi giro a sinistra e poi a destra e un sorriso da idiota mi piega le labbra. Mi porto il suo cuscino alla faccia e inalo il residuo del suo profumo. Il mio corpo si risveglia alla mera promessa dell’uomo che l’ha fatto sentire più vivo di quanto non si sia mai sentito. Mi lascio ricadere indietro con una smorfia. Se non faccio attenzione, potrei finire davvero nei g

